Lo spettacolo è tratto dall’omonimo romanzo epistolare dell’autore settecentesco a suo tempo
celebre per lo scandalo generato dalla pubblicazione di questo libro, oggi considerato un classico
della letteratura grazie alle sue riflessioni argute e amare sulla natura dei rapporti di potere, sulla
volontà di potenza che si rivela alla fine fallimentare. Nella presente riduzione la vicenda viene
narrata attraverso le lettere di quattro personaggi: la Marchesa di Merteuil, il Visconte di Valmont,
la Presidentessa Madame de Tourvel e Cecile Volanges, e, i primi due, amanti libertini
appartenenti alla nobiltà francese del XVIII secolo, giocano con i sentimenti, con il sesso, per
sperimentare dolore e piacere, fino ad arrivare all’ autodistruzione. Intrighi, gelosie, passione,
eros, si mescolano in una continua sfida per affermarsi nel quale il burattinaio consapevolmente o
inconsapevolmente, seguendo la sia della passione, diventa a sua volta burattino. Ma chi è il
burattinaio? La Marchesa di Merteuil, donna emancipata per il suo tempo, che dichiara di
preferire il sapere al piacere, e che tutto si può fingere, anche l’amore, si destreggia nel suo gioco
delle parti grazie alla sua tagliente ironia, ma alla fine non riesce a nascondere che tutto questo
ballo di sentimenti non è altro che un gioco ideato da persone ciniche e spietate, senza più ideali
né valori, per scampare dalla noia. Il Visconte di Valmont consigliato e spinto, ma potremmo dire,
manovrato dalla marchesa di Merteuil decide di sedurre la giovane Cécile, promessa sposa di
Gercourt, mentre contemporaneamente per sfida e con cinismo cerca di conquistare la casta e
moglie devota Madame de Tourvel. Non lo fa per amore, ma come Casanova, solo per il piacere di
collezionare conquiste, perché l’amore è cosa da servette e chi ci casca va disprezzato e deriso. Ma
in questo continuo gioco di schermaglie amorose e sentimentali, alla fine, è più emancipata una
donna cinica e libertina come la Marchesa, che non riesce a lasciarsi andare a sentimentalismi, o
Madame de Tourvel che si lascia corteggiare ma alla fine…? È il ritratto di un’epoca, con le sue
trappole e paure, il ritratto di personaggi affascinanti e crudeli, fidenti e amorosi, ma soprattutto
clamorosamente teatrali. Scritto nel 1782, il romanzo epistolare di Choderlos de Laclos (generale,
scrittore, giacobino, segretario governativo per Danton) è un’opera capace di danzare con la
Storia, con le arti e con tutti i poteri che si sono avvicendati in quel secolo straordinario. Un’opera
che si rivela profondamente attuale anche più di duecento anni dopo. Segreti, intrighi e strategie,
dove balenano verità sempre diverse, velate e disvelate dalle armi dell’intelligenza e dell’ironia più
amara. Ma è possibile condurre un gioco di amore ed erotismo tanto intrigante senza venirne
coinvolti? Alla fine chi uscirà vittorioso da questa trama di sensi? Le vie dell’amore sono
imperscrutabili.
Da Pierre Ambroise-François Choderlos de Laclos
Traduzione e adattamento di David Conati
Con Corinne Clery, Francesco Branchetti
E con Isabella Giannone, Elisa Caminada e con Giuliana Maglia e Stefano Dattrino
Musiche originali Pino Cangialosi
Regia Francesco Branchetti



