Un’interrogazione alla Giunta della Regione Emilia-Romagna del
consigliere Marco Mastacchi di Rete Civica evidenzia il grave degrado e la crescente
insicurezza presso la stazione ferroviaria di Imola, teatro di frequenti risse, spaccio e atti
vandalici. La mancanza di un controllo costante danneggia non solo i pendolari e gli studenti, ma
anche l’economia locale e gli operatori del settore trasporti. Mastacchi evidenzia come l’adozione
di protocolli di sicurezza integrata e presidi rafforzati da parte di altre città regionali abbia portato
un miglioramento delle criticità e sollecita un intervento istituzionale volto alla creazione di
un posto fisso di Polizia Ferroviaria per garantire una sorveglianza stabile nell’area. L’obiettivo è
ripristinare la legalità e la tutela dei cittadini in un nodo logistico essenziale per la mobilità
regionale attraverso un maggiore coordinamento tra le autorità.
Le recenti risse non sono casi isolati, un’eccezione. Sono solo l’ultimo tassello di una sequenza
preoccupante che ha trasformato lo scalo imolese in un teatro di degrado permanente. Come
sottolineato nell’atto ispettivo, non siamo più di fronte a fatti isolati, ma a una vera e propria
emergenza sociale. Lo spaccio non è più nascosto; è un’occupazione sistematica del territorio.
Risse e scontri fisici che minano l’incolumità pubblica sono la quotidianità. Danni continui alle
infrastrutture, un deterioramento che svilisce la dignità stessa dell’area urbana, segnalano
l’assenza di controllo. Un segnale d’allarme specifico riguarda l’occupazione dell’area da parte di
gruppi di giovanissimi, vere e proprie baby gang dedite a comportamenti violenti. La mancanza di
una vigilanza efficace ha permesso a questi gruppi di insediarsi stabilmente nell’area,
trasformandola in una zona franca sottratta alla legalità. La crisi della stazione di Imola è anche il
risultato di una scelta politica e gestionale: la progressiva sostituzione della presenza umana con
l’automazione. In passato, la figura del Capostazione rappresentava un punto di riferimento e un
presidio di controllo diretto del territorio. Con l’avvento dei sistemi tecnologici, si è creato un
pericoloso “vuoto di gestione”.
L’effetto della criminalità investe l’intero tessuto economico cittadino. La situazione è diventata
insostenibile per chi nella stazione ci vive e ci lavora ogni giorno: tassisti e personale ferroviario,
esposti quotidianamente a rischi e aggressioni e commercianti, costretti a operare in un
contesto che allontana la clientela e svaluta le attività commerciali.
Mentre Imola resta al palo, centri come Bologna, Brescello e Cesena hanno già attivato modelli
di “sicurezza integrata”, attivando protocolli di sicurezza con un coordinamento stretto tra
istituzioni e il potenziamento mirato dei controlli e istituendo o ripristinando i presidi della Polizia
Ferroviaria. Una stazione ferroviaria non può essere ridotta a un dormitorio per la criminalità.
Deve tornare a essere un luogo presidiato, sicuro e vivo. La Regione Emilia-Romagna ha il dovere
di esercitare il proprio ruolo di coordinamento per ripristinare il controllo del territorio,
garantendo che il viaggio di un pendolare o di uno studente non inizi con la paura.
Mastacchi chiede alla Regione di farsi promotrice di un presidio fisso di Polizia Ferroviaria a
Imola, quale strumento istituzionale in grado di garantire prevenzione e pronto intervento in
modo stabile.


