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Siena, un gioiello medievale incastonato nel cuore della Toscana

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Siena è un gioiello medievale incastonato nel cuore della Toscana, una città che affascina per la sua storia millenaria, la sua architettura unica e, soprattutto, per il suo spirito vivo e indomabile, che culmina nel celebre Palio.

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Storia: Dalle origini al Medioevo d’oro

Secondo la leggenda, Siena fu fondata da Senio e Ascanio, figli di Remo, fuggiti da Roma dopo l’uccisione del padre da parte di Romolo. Per questo motivo, la Lupa capitolina, che allatta i gemelli, è il simbolo della città.

Siena divenne un importante centro commerciale e finanziario durante il Medioevo, in particolar modo nel XIII e XIV secolo, grazie alla sua posizione strategica sulla Via Francigena. Le sue banche e i suoi mercanti erano tra i più potenti d’Europa. Questo periodo di splendore portò alla costruzione dei suoi monumenti più famosi, come il Palazzo Pubblico e il Duomo, e al fiorire di una scuola pittorica che rivaleggiò con quella fiorentina, dando i natali ad artisti del calibro di Duccio di Buoninsegna e Simone Martini.

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La prosperità di Siena subì un duro colpo con la peste nera del 1348, che decimò la popolazione, e con la successiva sconfitta militare da parte di Firenze nel 1555, che segnò la fine della gloriosa Repubblica di Siena e l’annessione al Granducato di Toscana. Nonostante la perdita di potere politico, la città ha saputo conservare intatto il suo patrimonio artistico e culturale, tanto che il suo centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1995.

La Repubblica di Siena è stata uno stato indipendente che ha dominato la scena politica, economica e culturale della Toscana meridionale per oltre quattro secoli, dal XII al XVI secolo. La sua storia è un susseguirsi di grandezza e declino, di splendore artistico e di feroci lotte interne ed esterne, che ne hanno plasmato l’identità unica.

La nascita e il consolidamento

Le origini della Repubblica di Siena risalgono al momento in cui la città, un tempo sotto il controllo dei vescovi, si affrancò dal potere ecclesiastico. La data convenzionale della sua nascita è il 1125, con la deposizione dell’ultimo rappresentante del governo episcopale e l’instaurazione di un governo consolare. Questo processo di indipendenza fu ufficialmente riconosciuto dall’imperatore Federico Barbarossa nel 1186, che concesse a Siena il diritto di battere moneta e di eleggere liberamente i propri consoli, consolidando così la sua autonomia.

Il periodo d’oro: Il Governo dei Nove

Il momento di massimo splendore per la Repubblica di Siena fu senza dubbio il periodo del Governo dei Nove, in carica dal 1287 al 1355. Questa magistratura, composta da membri del ceto mercantile e artigianale (i cosiddetti “noveschi”), escluse i nobili e i ghibellini, inaugurando un’epoca di stabilità e grande prosperità.
Il “Buon Governo”: Questo periodo è passato alla storia come il “Buon Governo” non solo per la sua stabilità politica, ma anche per la fioritura economica e artistica che portò con sé.
Capolavori artistici e architettonici: Sotto il Governo dei Nove furono commissionati e realizzati i principali capolavori che ancora oggi definiscono il volto di Siena, come il Palazzo Pubblico e la Torre del Mangia, e fu dato un impulso decisivo all’ampliamento e alla decorazione del Duomo.
Prosperità economica: Le banche senesi e i suoi mercanti divennero potenti in tutta Europa, e la città si arricchì grazie al commercio e alla sua posizione strategica sulla Via Francigena.
Iconografia: Il celebre affresco di Ambrogio Lorenzetti, “Allegoria ed Effetti del Buono e del Cattivo Governo” nel Palazzo Pubblico, è la rappresentazione visiva di questa ideologia politica e sociale, celebrando la pace e la giustizia che il regime dei Nove intendeva garantire.

Il declino e la fine

Dopo il “Buon Governo”, la Repubblica di Siena entrò in un periodo di instabilità, caratterizzato da frequenti cambi di regime e lotte intestine tra le diverse fazioni cittadine. La peste nera del 1348 fu un colpo durissimo, che decimò la popolazione e mise in ginocchio l’economia.
Nonostante alcuni tentativi di ripresa, la Repubblica non tornò mai al suo antico splendore. L’ultima fase della sua storia fu segnata dalle Guerre d’Italia, che videro Siena schierarsi con la Francia contro l’impero di Carlo V e il suo alleato Cosimo I de’ Medici, signore di Firenze.
Dopo un lungo e durissimo assedio, la città di Siena si arrese il 21 aprile 1555. Questo evento segnò la fine della Repubblica di Siena, che fu annessa al Ducato di Firenze e, successivamente, al Granducato di Toscana. Un ultimo baluardo di resistenza, la Repubblica di Siena ritirata in Montalcino, continuò a resistere per alcuni anni, fino alla pace di Cateau-Cambrésis del 1559, che ne sancì la definitiva fine.
La caduta della Repubblica non fu solo una sconfitta politica e militare, ma anche la fine di una secolare indipendenza che aveva permesso a Siena di sviluppare una cultura e un’identità uniche, ancora oggi visibili nel suo spirito fiero e nella sua incomparabile bellezza.

Il Palio: Non una corsa, ma la vita dei Senesi

Il Palio è l’evento culturale per eccellenza di Siena. Non è solo una corsa di cavalli, ma un complesso rituale che racchiude in sé secoli di storia e un profondo significato simbolico. La preparazione, la tensione, la gioia della vittoria e il dolore della sconfitta non sono solo emozioni momentanee, ma parte integrante dell’identità senese. Il Palio non si vede, si vive.

Si tratta di una competizione equestre di origine medievale che si svolge due volte l’anno, il 2 luglio (Palio di Provenzano) e il 16 agosto (Palio dell’Assunta).

Il Corteo Storico: Precedente alla corsa, è uno spettacolo di rara bellezza, con centinaia di figuranti in costume che sfilano rappresentando la storia della Repubblica di Siena e delle sue Contrade.

Le Cene della Prova Generale: La sera prima del Palio, ogni Contrada organizza una cena all’aperto nelle sue vie, a cui partecipano migliaia di persone. È un momento di festa e solidarietà, in cui si cantano inni e si respira l’atmosfera autentica del Palio.

Le Contrade: Il cuore pulsante del Palio è la divisione in 17 Contrade, che sono vere e proprie piccole comunità con una propria identità, un proprio stemma, una sede e un museo. Ogni Contrada è come una grande famiglia che dura nel tempo, con i suoi “contradaioli” che la supportano con passione sfrenata.

La corsa: La competizione si svolge nella magnifica Piazza del Campo, che viene trasformata in un circuito con uno strato di tufo. La corsa dura solo pochi minuti, tre giri di pista, ma è un concentrato di emozioni, tensioni e strategie complesse tra le dieci Contrade che vi partecipano (sette di diritto e tre estratte a sorte). L’ordine di partenza viene stabilito con la “mossa”, che prevede un’attesa estenuante dietro a un canapo. L’obiettivo è vincere il “Drappellone”, un drappo di seta dipinto ogni anno da un artista diverso.

La ritualità: Il Palio è preceduto da una serie di cerimonie che rendono l’evento ancora più magico e sentito, come la Tratta (l’assegnazione dei cavalli), la prova generale con la cena propiziatoria e il Corteo Storico che sfila per le vie della città prima della corsa.

La cultura a Siena è un tessuto vivo e vibrante, intessuto di storia, arte, tradizioni e un profondo senso di appartenenza che si manifesta in ogni aspetto della vita cittadina. Più che in altre città, a Siena la cultura non è solo racchiusa nei musei, ma si respira per le strade, si vive nelle Contrade e si celebra nel Palio.

L’Arte e l’Architettura

Siena ha un’eredità artistica di inestimabile valore, frutto del suo “secolo d’oro” nel Medioevo.

Pittura Senese: A differenza della scuola fiorentina, più razionale e prospettica, la pittura senese si distingue per l’eleganza delle linee, l’uso di colori brillanti e un forte misticismo. Nomi come Duccio di Buoninsegna, con la sua maestosa Maestà del Duomo, e Simone Martini, autore della celebre Maestà del Palazzo Pubblico, sono i massimi esponenti di questa scuola. Non si può dimenticare anche Ambrogio Lorenzetti e i suoi affreschi del Buon Governo, un capolavoro politico e artistico che ha pochi eguali.

Architettura Gotica: L’architettura cittadina è un magnifico esempio di stile gotico. Il Duomo di Siena, con la sua inconfondibile facciata, il pavimento a commesso marmoreo unico al mondo e la Libreria Piccolomini, è un’opera d’arte completa. Anche il Palazzo Pubblico e la Torre del Mangia sono esempi perfetti di architettura civile medievale, progettati per esaltare il potere e la ricchezza della Repubblica.

Domenico di Jacopo di Pace, detto comunemente il Beccafumi o, più in antico, Mecherino (Monteaperti1486 – Siena18 maggio 1551), è stato un pittore e scultore italiano. Tra i più importanti e riconoscibili fondatori del cosiddetto manierismo, fu anche, accanto al Sodoma (che pure era forestiero), l’ultimo artista di grande influenza della scuola senese. —- Leggi Qui

Le Contrade: Il Cuore della Cultura Popolare

Le Contrade sono l’espressione più autentica e vivace della cultura senese. Sono molto più che semplici quartieri; sono vere e proprie comunità con una loro storia, tradizioni, musei e archivi. La vita di ogni “contradaiolo” è scandita da eventi legati alla propria Contrada, dal battesimo di Contrada alla partecipazione attiva alla vita sociale.

Musei di Contrada: Ogni Contrada possiede un proprio museo dove sono conservati i “Drappelloni” vinti, gli stemmi, i costumi storici e le bandiere. Visitare questi musei significa immergersi nella storia e nel senso di appartenenza di ogni rione.

La vita sociale: Le Contrade organizzano eventi, cene, feste e manifestazioni durante tutto l’anno, mantenendo vivo un senso di identità collettiva che si tramanda di generazione in generazione. Il Palio è solo il culmine di questa intensa vita sociale.

La Nobile Contrada dell’Oca

Il delfino è l’animale simbolo della Contrada dell’Oca. Questo riferimento marino potrebbe sembrare strano per una città nell’entroterra, ma ha radici storiche. Il motto della Contrada è “Clangit ad arma” (“Suona le trombe, alle armi”) e il suo stemma storico raffigurava l’oca su una superficie d’acqua, a richiamare un’antica comunità di cardatori di lana che si stabilì lungo il torrente Tressa.

La bandiera a destra è il vessillo ufficiale della Contrada dell’Oca. I suoi colori sono il bianco (o più precisamente azzurro-bianco), il verde e il rosso, ma in questo caso predominano l’azzurro e il bianco con un motivo a scacchiera. Lo stemma raffigurato sulla bandiera mostra un’oca coronata con al collo il collare dell’Ordine della Giarrettiera. La corona sottolinea l’appellativo di “Nobile” della Contrada, conferito nel 1936.

Questo tipo di decorazione è onnipresente nelle vie di Siena. Oltre a essere un’insegna, è anche un modo per i contradaioli di mostrare il proprio senso di appartenenza e per i visitatori di orientarsi e capire in quale Contrada si trovano. Camminando per Siena, si possono osservare lampadari simili con il simbolo della Lupa, della Civetta, del Drago, della Pantera e così via, a seconda della Contrada che si attraversa.


I bottini (o bottini senesi) sono un’incredibile rete di acquedotti sotterranei che si estende per circa 25 chilometri sotto il centro storico di Siena. Questa complessa opera di ingegneria idraulica è stata costruita tra il XIII e il XV secolo per risolvere un problema cruciale per la città: la mancanza di un fiume o di un corso d’acqua significativo in superficie.

Scopo e Funzionamento: I bottini sono canali scavati in gran parte nella roccia, che intercettano le falde acquifere e le acque sorgive delle colline circostanti. Grazie a una leggera pendenza, l’acqua veniva convogliata per gravità fino alle storiche fontane della città, come la Fonte Gaia in Piazza del Campo, la Fontebranda e la Fonte di Pescaia.

Accessibilità e visite: Anche se in gran parte ancora funzionanti, i bottini non sono sempre accessibili al pubblico. Il Comune di Siena, in collaborazione con l’Associazione La Diana, organizza visite guidate a tratti specifici della rete sotterranea. È un’esperienza molto particolare, che richiede la prenotazione e non è adatta a chi soffre di claustrofobia.

E qui entra in gioco il simbolo del pesce. Le leggende locali narrano che, per verificare la purezza e la limpidezza dell’acqua, i lavoratori e i custodi dei bottini, i cosiddetti “guerci”, utilizzassero dei pesci (spesso carpe o altri pesci d’acqua dolce) che venivano liberati all’interno dei cunicoli.

Il pesce come “indicatore”: Se l’acqua era pulita e fluiva regolarmente, i pesci sopravvivevano e si muovevano liberamente. La loro presenza era un segno rassicurante che il sistema idrico funzionava perfettamente.

La leggenda del “Pesce Siluro”: C’è anche una leggenda più fantasiosa che parla di un enorme pesce siluro che, secondo la tradizione popolare, vivrebbe ancora oggi nelle profondità dei bottini, guardiano misterioso delle acque sotterranee di Siena. Questa figura, a metà tra la realtà e la leggenda, contribuisce a creare un’aura di mistero attorno a questi passaggi segreti.

I bottini di Siena sono un’affascinante “città sotterranea” che testimonia la storia, l’ingegno e la profonda connessione della città con le sue tradizioni e le sue risorse naturali.

Siena è una città che si visita a piedi, perdendosi tra i suoi vicoli medievali e le sue piazze storiche. Il centro storico, interamente Patrimonio dell’Umanità UNESCO, è un concentrato di arte, storia e fascino. Ecco un itinerario delle principali attrazioni da non perdere.

Piazza del Campo

È il cuore pulsante di Siena e una delle piazze più belle e famose del mondo. La sua particolare forma a conchiglia, divisa in nove spicchi, è un capolavoro di architettura urbanistica.

  • Palazzo Pubblico e Torre del Mangia: L’imponente Palazzo Comunale è un magnifico esempio di architettura gotica civile. Al suo interno, nel Museo Civico, si possono ammirare capolavori come l’Allegoria ed Effetti del Buono e del Cattivo Governo di Ambrogio Lorenzetti. Dalla cima della Torre del Mangia, con i suoi 400 gradini, si gode di una vista mozzafiato su tutta la città e la campagna circostante.
  • Fonte Gaia: Al centro della piazza si trova questa splendida fontana, la cui versione attuale è una copia ottocentesca dell’opera di Jacopo della Quercia.

Il Duomo di Siena (Cattedrale di Santa Maria Assunta)

Considerato uno dei massimi capolavori del gotico italiano, il Duomo è una tappa obbligata.

  • L’esterno: La facciata in marmo bianco e nero è riccamente decorata con sculture, tra cui quelle di Giovanni Pisano.
  • L’interno: Nonostante l’esterno, è l’interno a lasciare senza fiato. I suoi punti di forza sono:
    • Il Pavimento a Commesso Marmoreo: Un’opera unica al mondo, composta da 56 riquadri che narrano storie bibliche e allegoriche. Per preservarlo, viene esposto integralmente solo per un breve periodo dell’anno.
    • La Libreria Piccolomini: Affrescata da Pinturicchio, racconta la vita di papa Pio II (al secolo Enea Silvio Piccolomini) con colori vivaci e dettagli sorprendenti.
    • Il Pulpito di Nicola Pisano: Un capolavoro della scultura medievale, ricco di scene della vita di Cristo e simboli religiosi.

Complesso Museale del Duomo (OPA)

Il biglietto d’ingresso del Duomo spesso include l’accesso a un complesso di musei che completano la visita:

  • Cripta e Battistero: Sotto il Duomo si trovano una cripta medievale con cicli pittorici ben conservati e un battistero con una fonte battesimale straordinaria.
  • Museo dell’Opera del Duomo: Ospita sculture, vetrate e opere d’arte che un tempo si trovavano nel Duomo, tra cui la celebre Maestà di Duccio di Buoninsegna.
  • Facciatone: Le mura del “Duomo Nuovo” incompiuto offrono un’altra prospettiva panoramica spettacolare sulla città e sulla Piazza del Campo.

Passeggiare per le Contrade

Per cogliere l’anima autentica di Siena, è fondamentale perdersi nelle sue vie e scoprire i territori delle 17 Contrade.

  • Ogni Contrada ha il suo stemma, le sue bandiere e le sue insegne (come i “lampadari” che hai visto), che decorano le vie e le piazze del rione.
  • Musei di Contrada: Molte Contrade hanno un museo dove conservano i Drappelloni vinti, i costumi e i cimeli storici. Se trovi il museo aperto, visitarlo è un’esperienza unica e personale che ti farà capire l’attaccamento dei senesi alla loro Contrada.

Basilica di San Domenico

Altre Attrazioni

  • Pinacoteca Nazionale: Conserva una delle collezioni più importanti al mondo di pittura senese dal XIII al XVI secolo, con opere di Simone Martini, Duccio di Buoninsegna e i Lorenzetti.
  • Fortezza Medicea: Una fortezza cinquecentesca che offre una piacevole passeggiata panoramica sulle mura e ospita l’Enoteca Italiana.
  • Chiesa di San Domenico: Una chiesa imponente che custodisce la testa di Santa Caterina da Siena.
  • Orto Botanico: Una piccola oasi di pace e natura gestita dall’Università di Siena.

Siena è una città che non si esaurisce in una sola visita. Ogni volta che ci si torna, si scoprono nuovi angoli, nuovi dettagli e si respira sempre un’atmosfera magica e senza tempo.

Cosa visitare vicino Siena e dintorni

Dintorni di Siena e la sua provincia offrono un’infinità di luoghi da visitare, dai borghi medievali incantevoli a paesaggi naturali mozzafiato. La scelta dipende dai tuoi interessi, ma ecco alcune delle destinazioni più famose e affascinanti.

Borghi medievali e rinascimentali

  • San Gimignano: Famosa come la “Manhattan del Medioevo” per le sue torri ben conservate. È un borgo Patrimonio dell’Umanità UNESCO e offre una passeggiata indimenticabile tra piazze e vicoli storici.
  • Monteriggioni: Un’imponente fortezza medievale perfettamente intatta, cinta da mura che Dante Alighieri menzionò nella sua Divina Commedia. È un piccolo gioiello che si può visitare interamente in poco tempo.
  • Pienza: Nota come la “città ideale del Rinascimento”. Questo borgo, voluto da Papa Pio II, è un esempio perfetto di armonia urbanistica e offre una vista spettacolare sulla Val d’Orcia.
  • Montalcino: Il borgo del famoso Brunello, uno dei vini più pregiati al mondo. Oltre alle sue cantine, offre un centro storico affascinante e una fortezza medievale da cui si ammira un panorama unico.
  • Montepulciano: Celebre per il suo vino Nobile, è un borgo arroccato su una collina che vanta palazzi rinascimentali, chiese antiche e una Piazza Grande spettacolare.

Paesaggi e natura

  • Val d’Orcia: Patrimonio UNESCO, è l’icona della Toscana nel mondo. Un paesaggio di dolci colline, campi di grano, cipressi solitari e borghi incantevoli. Ideale per escursioni, scattare fotografie e godersi la tranquillità.
  • Crete Senesi: Un’area a sud di Siena caratterizzata da un paesaggio lunare, con colline argillose, calanchi e campi brulli. Un’esperienza suggestiva e insolita, soprattutto in primavera e autunno.
  • Chianti Senese: La zona a nord di Siena, famosa in tutto il mondo per la produzione di vino Chianti Classico. È un territorio di vigneti, uliveti, castelli e piccoli borghi come Castellina in Chianti e Gaiole in Chianti.

Abbazie e luoghi storici

  • Abbazia di San Galgano: Uno dei luoghi più suggestivi della Toscana. È una chiesa gotica senza tetto, che si erge a cielo aperto in mezzo ai campi. Nelle vicinanze si trova l’Eremo di Montesiepi, dove si può vedere la leggendaria “Spada nella Roccia”.
  • Abbazia di Monte Oliveto Maggiore: Un complesso monastico isolato tra le Crete Senesi. Famoso per il suo chiostro affrescato da Luca Signorelli e il Sodoma, che raccontano le storie di San Benedetto.

Benessere e terme

  • Bagno Vignoni: Un borgo unico al mondo con una piazza principale interamente occupata da una grande vasca di acqua termale. Un’oasi di pace e relax.
  • Terme di San Filippo: Terme libere naturali, immerse nel bosco. Le acque calde e sulfuree creano formazioni calcaree bianche, dando vita a un paesaggio surreale chiamato “Balena Bianca”.

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