Ho avuto modo, ultimamente, di vedere diverse opere dell’artista inglese Rebecca Forster in gallerie
milanesi (Scoglio di Quarto, Spaziotemporaneo), in spazi pubblici (Fabbrica del vapore di Milano,
Castello sforzesco di Vigevano) e al Museo della Civiltà contadina M. Bracco in provincia di Alessandria.
Le opere di Rebecca mi hanno sempre affascinata dal punto di vista grafico ma i secchielli mi hanno
parlato dell’artista. Secchielli in carta, bucati, disegnati a matita o spruzzati con vernice spray azzurro,
con mappe, personaggi, oggetti, riferimenti artistici. Secchielli visivo tattili che dicono dell’esperienza di
Rebecca, dei suoi rapporti con la Storia e con le città che ha visitato, dei suoi affetti e delle sue relazioni
con le persone e con gli oggetti che ad esse rimandano. I secchielli di Rebecca non solo raccontano
storie ma esplicitano un sentire forte che si compone di attenzione alla cultura e alla memoria collettiva,
di desiderio di bellezza e di giustizia, di tenere insieme etica ed estetica senza mai cadere nella
rappresentazione altisonante o nella ritualità. Mai.

Negli anni l’acqua ha gocciolato, schizzato, inondato e gorgogliato nel lavoro di Rebecca Forster che
così ne parla: “Acqua. I due laghi vicini a Avigliana, la costa della Liguria a Vado, Celle e ad Albisola,
una boccia per pesci rossi. I marinai a Chioggia, un cartografo a Trieste, sirene doppie nel mare del
Sud dell’Inghilterra, la donna della palude a Mantova, i coccodrilli sul Nilo e la pioggia giapponese.
Mappe e coste, pesci e più recentemente secchielli. Secchielli impossibili che non tengono l’acqua, fatti
di carta e pieni di buchi e di storie: una Danaide che si rilassa in una vasca da bagno, un’aragosta
golosa, una capra blu che sbocconcella il bucato steso a asciugare, con una lavatrice pronta lì vicino”.
Quando Rebecca ha proposto l’acqua come tema per la sua personale alla Casa dei Quadri, sede della
Fondazione, le ho detto che a Sormano, c’è un lavatoio antico. Così accanto all’acqua, disegnata e
spruzzata nel lavoro qui esposto, ci sono anche, piuttosto sorprendentemente, numerose lavatrici.
Antonella Prota – Giurleo

Nata in Gran Bretagna nel 1960, nel suo lavoro Rebecca Forster racconta la cultura antica insieme alla
vita contemporanea dei paesi dove ha vissuto – tra i quali Cipro, la Grecia e l’Italia – e le città esplorate
(New York, Milano, Piacenza, Zurigo). La sua ricerca di una fusione tra il disegno e la scultura l’ha
portata a lavorare con grandi fogli di carta, piegati e riempiti di disegni, con delle lastre di zinco o di
ottone, inciso e cesellato, e a ritagliare storie nelle cupole e nelle tese di cappelli. Ha realizzato ampi
disegni per terra all’aperto con i gessetti e ha costruito paraventi. Tutto per continuare a raccontare.
Il suo lavoro dal 1985 è stato ampiamente esposto e recensito.

