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Serena Pellegrino (Avs)

TRIESTE: PELLEGRINO (AVS)- BUONI PASTO/MENSA OK, MA NO ALLE FREGATURE

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“Non possiamo che essere d’accordo con la buona intenzione del proponente di questa mozione, ovvero

quella di accreditare ai lavoratori turnisti delle aziende sanitarie il buono pasto. E ci mancherebbe altro”.

Così la nota con cui la consigliera regionale Serena Pellegrino, di Alleanza Verdi e Sinistra, dopo la discussione in Aula della mozione di Fratelli d’Italia sull’accessibilità alla mensa o al buono pasto anche ai dipendenti del comparto delle professioni sanitarie e della dirigenza medica che superano le sei ore di turno.

“Alle volte però è necessario cercare nelle pieghe della buona volontà – aggiunge Pellegrino – la cosiddetta fregatura perché l’importante volume di denaro necessario per affrontare questa spesa, i proponenti lo cercano senza una variazione di bilancio sulla spesa sanitaria, ovvero sottraendola da altri capitoli di spesa e che il finanziamento integrativo potrebbe derivare dai risparmi di spesa conseguenti ad una più attenta e oculata gestione dei fattori produttivi. Come dire che non si stanno facendo spese oculate”.

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“Durante il dibattito in Aula – fa sapere la consigliera – si è evidenziato come la ricerca delle risorse per questo argomento preveda la reingegnerizzazione dei processi sanitari e tecnico-amministrativi, ovvero che per ottenere queste risorse sarà necessario rivedere tutta l’architettura sanitaria. Questo fa emergere palesemente che non solo le risorse non ci sono, ma

che se vogliamo soddisfare questi lavoratori siamo obbligati a

rinunciare a qualche altro servizio sanitario”.

In conclusione, Pellegrino punta il dito sui “regolamenti di

tutto l’intero comparto del pubblico impiego sanitario dove non

ci siano figli e figliastri, ovvero deliberare un unico

regolamento valido per tutte le Aziende Sanitarie della Regione,

turnisti e non turnisti. La proposta emendativa avanzata dalla

consigliera, votata dalle Opposizioni, prevedeva di mantenere la

richiesta della quantificazione relativa al finanziamento

aggiuntivo necessario per riconoscere il diritto alla mensa per

coloro che lavorano oltre le sei ore, ma c’è stato il colpo di

scena dell’assessore Riccardi che ha sostanzialmente demolito il

dispositivo della sua stessa maggioranza avocando a sé ogni

decisione in merito senza specificare le modalità”.

“In sintesi – chiosa l’esponente di Avs – l’assessore potrà

tranquillamente archiviare questo tema con il bene placet della

sua Maggioranza”.

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