Tutelare il tessuto economico e le attività storiche del territorio o
cedere alla rigidità burocratica che penalizza le imprese locali a favore dei grandi sviluppi
industriali? È questo il nodo dell’interrogazione alla Giunta presentata da Marco Mastacchi,
Consigliere regionale di Rete Civica, riguardante i vincoli urbanistici e paesaggistici che gravano
sugli allevamenti ittici situati tra i comuni di Malalbergo e Bentivoglio.
La vicenda riguarda aree agricole e impianti di itticoltura attivi da oltre quarant’anni, nei quali le
imprese hanno realizzato importanti investimenti produttivi sotto un quadro normativo allora del
tutto conforme. Nel corso del tempo, tuttavia, successive modifiche alla pianificazione territoriale
e urbanistica hanno progressivamente introdotto o inasprito vincoli e limitazioni. Di fatto, molti
proprietari hanno preso consapevolezza dell’effettiva portata di queste restrizioni solo in
occasione di richieste di informazioni urbanistiche o di procedure di compravendita, trovandosi di
fronte a una rilevante svalutazione patrimoniale e a un vero e proprio “congelamento” dei beni.
A rendere la situazione ancora più critica è il forte contrasto con le scelte pianificatorie adottate
per le aree limitrofe. Se per l’insediamento di nuovi poli logistici e grandi trasformazioni
industriali si prospettano soluzioni che consentono la revisione o il superamento dei vincoli
vigenti, per le storiche vasche di allevamento si assiste a un ulteriore irrigidimento delle
prescrizioni. Si evidenzia così una palese disparità di trattamento a scapito delle attività
tradizionali del territorio.
Con l’atto ispettivo rivolto alla Giunta dell’Emilia-Romagna, il Consigliere Mastacchi chiede:
- Se la Regione abbia considerato gli impatti economici derivanti dal progressivo incremento
dei vincoli e se intenda prevedere misure compensative o strumenti di sostegno per le
imprese rurali colpite. - Se sia coerente con i principi di proporzionalità e sostenibilità un atteggiamento normativo
che rischia di compromettere la continuità operativa di attività storiche e abbassare il
valore dei terreni. - Se si intenda promuovere un confronto istituzionale con gli enti locali per verificare la
proporzionalità dei vincoli e conciliare la tutela dell’ambiente con la salvaguardia del
tessuto agricolo e produttivo locale.
«Non si può sventolare la bandiera della tutela ambientale solo quando si tratta di comprimere i
diritti delle imprese agricole storiche, per poi mostrare massima flessibilità di fronte al cemento
dei poli logistici. Serve uniformità di trattamento, certezza del diritto e rispetto per chi da mezzo
secolo produce e presidia il nostro territorio».

