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Calenda al Senato: “Trump ha scelto di non stare con l’Occidente, ora tocca all’Europa”

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Trump ha già scelto, l’Europa no: l’atto d’accusa di Calenda contro la “politica-corrida”

Il mondo cambia assetto, le minacce nucleari tornano a farsi reali e l’asse atlantico vacilla. Eppure, nell’Aula del Senato, sembra che il tempo si sia fermato alla solita dialettica da stadio. È questo il cuore del durissimo intervento di Carlo Calenda a margine dell’informativa della Premier Meloni in Senato.

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Il leader di Azione non usa giri di parole: mentre Washington ridefinisce i confini della civiltà occidentale, la politica italiana sembra prigioniera di una rissa continua, incapace di guardare oltre il perimetro dei propri schieramenti.

Lo strappo di Trump con l’Occidente

Il punto di rottura, secondo Calenda, è ormai evidente nelle mosse di Donald Trump. Il Presidente degli Stati Uniti ha tracciato una linea netta che non include più l’Europa come alleato prioritario.

“Abbiamo un Presidente USA che ha minacciato di cancellare un’intera civiltà, mostrandosi pronto a usare le armi nucleari e rompendo una linea di stabilità che reggeva dal dopoguerra”, attacca Calenda.

La scelta di Trump di prediligere l’asse con Putin e il sostegno a un Netanyahu che — come sottolineato dal leader di Azione — sta facendo saltare in Libano proprio la tregua siglata dagli americani, segna la fine dell’Occidente per come lo abbiamo conosciuto.

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La “corrida” parlamentare

Mentre il quadro geopolitico brucia, il Parlamento italiano viene descritto da Calenda come un’arena autoreferenziale: “Si continua a fare una corrida della peggiore specie. Come se il problema principale fosse chi vince la rissa del giorno”.

Un gioco a cui Calenda dichiara di non voler più partecipare, chiedendo un salto di qualità nel dibattito pubblico. La critica è rivolta tanto alla maggioranza quanto all’opposizione: l’accusa è quella di non essere all’altezza della gravità del momento storico.

Un programma di “merito” (anche se impopolare)

L’appello finale è un ritorno ai temi concreti, quelli che toccano la vita dei cittadini ma che richiedono anche il coraggio di scelte difficili:

  1. Energia: Abbassare drasticamente le bollette per famiglie e imprese.
  2. Sanità: Garantire servizi dignitosi e universali.
  3. Sicurezza e Difesa: Calenda insiste sulla necessità di una difesa europea all’altezza delle minacce attuali, un tema spesso evitato perché considerato “impopolare” o elettoralmente rischioso.

“Sono pronto a confrontarmi con chiunque, ma esclusivamente nel merito”, conclude Calenda. Il messaggio è chiaro: l’ora dell’Europa è scoccata, ma senza una politica italiana capace di serietà, il rischio è quello di restare schiacciati tra i giganti della nuova (e pericolosa) scacchiera mondiale.

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