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Antonio Calligaris (Lega)

IL RITORNO DELLA PROVINCIA DI GORIZIA UN BENE COMUNE

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“Il ritorno della Provincia di Gorizia rappresenta il ritorno di un riferimento istituzionale chiaro per un territorio che, in questi anni, ha pagato più di altri la cancellazione delle Province”. Lo afferma in una nota il capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Antonio Calligaris, commentando l’approvazione della riforma degli enti locali inserita nel disegno di legge 86. “Il Goriziano non è un territorio qualsiasi – evidenzia Calligaris – e non può essere letto con schemi astratti o calati dall’alto. È una comunità complessa, fatta di identità diverse, ma complementari: Gorizia città di confine e capoluogo storico,

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Monfalcone industriale, produttiva e con una vocazione marittima, il Collio friulano, l’Isontino, la Bisiacaria, il Carso, Grado e la sua dimensione lagunare e adriatica. Proprio per questo aveva

bisogno di tornare ad avere una cornice istituzionale

riconoscibile, capace di tenere insieme queste specificità senza

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cancellarle. La provincia di Gorizia è complessa come la Regione

Fvg nelle sue sfaccettature”.

“Questa legge non toglie nulla a nessuno. Al contrario,

restituisce dignità e rappresentanza a un territorio che negli

ultimi anni è stato troppo spesso lasciato senza voce. La

Provincia di Gorizia torna a essere uno strumento utile per

coordinare funzioni di area vasta, sostenere i Comuni e dare

forza a un’area che ha caratteristiche uniche nel panorama

regionale. Dispiace che i consiglieri del Pd eletti nel collegio

di Gorizia abbiano osteggiato con tanta determinazione una

riforma che ridà identità e peso istituzionale al loro stesso

territorio. È legittimo avere posizioni politiche diverse –

ammette il consigliere di Centrodestra -, ma resta difficile

comprendere perché si continui a guardare con diffidenza a un

ente che può rafforzare il Goriziano, anziché indebolirlo”.

“Per noi, la Provincia non è nostalgia e non è burocrazia. È il

riconoscimento di una storia, di una geografia e di una comunità.

Significa dire che Cormòns, Monfalcone, Gorizia, Gradisca,

Ronchi, Grado, il Carso e tutti gli altri Comuni sono parti di un

territorio che merita coordinamento, rappresentanza e rispetto.

Abbiamo ridato al Goriziano una casa istituzionale. Ora il

compito sarà farla funzionare – conclude -, valorizzando ogni sua

anima senza mettere i territori uno contro l’altro. Questa è la

differenza tra chi vuole costruire e chi, ancora oggi, sembra

rimpiangere una stagione che ha lasciato solo confusione e vuoti

di rappresentanza”.

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