Il Consiglio regionale ha approvato maggioranza (voti favorevoli di Centrodestra, Avs e Ssk e contrari di Pd, M5S, Open Sinistra Fvg, Patto per
l’Autonomia-Civica Fvg ad eccezione di Enrico Bullian che si è astenuto), l’articolo 35 del ddl 86, riguardante le funzioni e gli ambiti di competenza delle Province.
Numerosi gli emendamenti portati in Aula. Tra questi, quello della Giunta, che espunge i conservatori di musica dall’elenco dei soggetti destinatari della funzione di edilizia scolastica relativa alle scuole secondarie di secondo grado, attribuita alle Province.
Approvati anche gli emendamenti di Antonio Calligaris e Lucia
Buna (Lega), volti a definire la disciplina, i soggetti e le
modalità di trasferimento delle funzioni amministrative dalla
Regione alle Province, che introducono una cabina di regia per
accompagnare il passaggio delle funzioni, coinvolgendo gli
assessori competenti, le direzioni regionali, l’Anci e i
rappresentanti delle Autonomie locali.
Le Opposizioni hanno depositato numerose proposte emendative
finalizzate ad attribuire alle Province ulteriori competenze,
oltre che a prevedere un termine specifico entro il quale
trasferire le nuove funzioni. Due sole, però, le proposte
approvate. La prima, di Bullian, stabilisce che il supporto delle
Province ai Comuni debba avvenire dando precedenza alle richieste
degli enti con meno di 5mila abitanti, tenendo conto
dell’effettiva copertura dei posti del servizio tecnico del
Comune. Sulla stessa linea anche l’emendamento di Marko Pisani
(Ssk), volto a specificare che quando nella norma si fa
riferimento ai Comuni fino a 3-5mila abitanti, l’espressione deve
intendersi come riferita agli enti con popolazione pari o
inferiore a quelle soglie.
Molte le critiche all’articolo mosse dai banchi delle Opposizioni
(in particolare dal Pd) che hanno contestato soprattutto la
“debolezza delle funzioni attribuite alle nuove Province”.
Per il dem Massimo Mentil “servirebbero competenze più incisive e
non ci si dovrebbe limitare all’edilizia scolastica di secondo
grado, alla viabilità e ad altre funzioni minori, alcune delle
quali rischiano anche di sovrapporsi a quelle delle Comunità di
montagna”. Il collega Nicola Conficoni ha parlato di “grossa
delusione”, mentre Francesco Russo di “grande bluff da parte
della Maggioranza”. Per Andrea Carli e Roberto Cosolini “c’è
troppa indeterminatezza nell’elenco delle funzioni potenzialmente
trasferibili”. Sulla stessa linea anche Rosaria Capozzi(M5S),
secondo cui “le nuove Province vengono ricostituite come un
contenitore simile a quello di dieci anni fa, ma senza un vero
arricchimento di funzioni”.


