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Giustizia e Architettura: C+S Architects firma il nuovo Tribunale di Trento. Al via il cantiere

Consegnati i lavori del primo lotto da diciannove milioni di euro per la ristrutturazione dello storico carcere asburgico, cuore del futuro polo giudiziario da 59 milioni. Il progetto architettonico porta la firma di C+S Architects, lo studio già celebrato al MoMA e premiato con la Medaglia d’Oro per la cittadella della giustizia di Venezia a Piazzale Roma. L’archistar Maria Alessandra Segantini: “Ci siamo sempre impegnati per un’architettura civica e capace di mettere al centro le comunità e la loro identità. A Trento abbiamo lavorato per preservare la bellezza delle ex-carceri che rinasceranno per accogliere uffici, aule e percorsi trasparenti, ponendo al centro la dignità del cittadino”

Al via il cantiere del nuovo Polo giudiziario di Trento, con la consegna ufficiale dei lavori della prima unità funzionale che darà vita al grande piano di riqualificazione nel quadrilatero di largo Pigarelli. Questo primo lotto, propedeutico al progetto complessivo da oltre 59 milioni di euro che si svilupperà in tre fasi successive,concentrandosi sulla ristrutturazione dell’ex carcere asburgico. Il progetto di restauro porta la firma di C+S Architects, studio pluripremiato con sedi a Londra e Treviso.

I lavori dell’edificio storico, che si estende su circa 4.950 metri quadrati per un volume di 26.500 metri cubi, sono stati affidati a Iti Impresa Generale Spa per un importo di 19.631.642,74 euro, comprensivo di oltre 782 mila euro di oneri per la sicurezza, con una durata di cantiere stimata in 1.000 giorni.

La nuova ala ospiterà spazi di accoglienza e servizi al pubblico al piano terra, gli uffici del Tribunale ordinario e del Giudice di Pace al primo e secondo piano, mentre il terzo piano sarà riservato a sale riunioni e impianti. Successivamente, l’opera vedrà la nascita di un nuovo fabbricato nell’area est e il restauro sia del palazzo storico principale sia del blocco risalente agli anni Sessanta.

Nell’attesa che l’iter dei lavori faccia il suo corso, l’avvio del cantiere conferma il ruolo di primo piano dello studio C+S Architects nella progettazione dei palazzi di giustizia. Lo studio aveva infatti realizzato la cittadella della giustizia veneziana a Piazzale Roma, un grande intervento di rigenerazione urbana, che ha restituito ai cittadini una parte di città fino a quel momento interclusa.

Inserito nel sito delicato contesto monumentale dell’ex Manifattura Tabacchi, l’edificio di ingresso si affaccia su Piazzale Roma configurandosi come la reinterpretazione contemporanea della ‘tesa veneziana’, l’elemento archetipico di tutti gli edifici produttivi storici in laguna. L’edificio si colloca nell’unico spazio libero all’interno del sistema produttivo e intesse una conversazione con l’opposto nuovo quarto Ponte sul Canal Grande. Ma è nell’uso dei materiali che C+S Architects traghetta l’identità del luogo verso il futuro radicandosi nel DNA della città. L’utilizzo del rame pre-ossidato, si integra perfettamente nello skyline veneziano delle coperture degli edifici istituzionali sottolineando il valore della giustizia come istituzione. Il rame pre-ossidato si trasformerà nel tempo uniformando il proprio colore alle cupole delle chiese veneziane. Le facciate, ritmate da tagli e fessure asimmetriche che portano la luce naturale all’interno degli uffici giudiziari, garantiscono un elevato standard di efficienza energetica. Una piccola piazza su cui si affaccia lo sbalzo di cinque metri del volume esplode all’interno in uno spazio a tutta altezza con luce zenitale. Quest’opera ha proiettato lo studio veneziano alla ribalta globale, guadagnandosi l’esposizione al MoMA di New York nel 2012 e la prestigiosa Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana della Triennale di Milano per la committenza pubblica. A questi si è aggiunto nel 2017 il premio nazionale BigMat per l’innovazione costruttiva, confermando il profondo impegno civico di Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini, soci fondatori dello studio, nel fare architettura.

“Progettare un palazzo di giustizia non è mai una questione di pura estetica o di sola organizzazione spaziale: è, prima di tutto, un profondo atto di responsabilità etica”, commenta Segantini. “L’architettura pubblica ha il dovere civile di dare forma materiale ai valori democratici di trasparenza, equità e accoglienza. In un luogo dove si decide della vita delle persone, lo spazio non deve intimorire né isolare, ma deve farsi interprete di un senso di equità e responsabilità. Con il nostro lavoro cerchiamo di restituire ai cittadini spazi sostenibili, luminosi e integrati nel tessuto storico. Innovazione che si nutre delle radici dei luoghi. L’etica nell’architettura è proprio questo: rimettere la persona al centro, trasformando un edificio istituzionale in un un ponte tra la legge e la comunità, dove la bellezza stessa diventa uno strumento di dignità, rispetto e riscatto sociale”.

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

Il progetto della cittadella della giustizia di Trento

La nuova cittadella della Giustizia di Trento coniuga sicurezza, efficienza e apertura alla cittadinanza attraverso una complessa ridistribuzione funzionale dei suoi spazi interni su più livelli. Al piano terra, l’ala centrale si trasforma in un ponte di collegamento diretto tra le corti esterne grazie a servizi pubblici quali bar, ristoranti e una cella-museo, affiancati nelle ali laterali dal Casellario e dall’Ordine degli Avvocati. La circolazione verticale conserva intatte le tre scale storiche preesistenti, integrate per l’occasione da due moderni ascensori e quattro nuove scale di sicurezza esterne. Il primo e il secondo piano dell’ex carcere asburgico sono interamente dedicati al Tribunale Ordinario. Al primo livello trovano spazio le cancellerie nelle ali laterali, gli uffici dei giudici in quelle centrale e orientale, e l’aula d’udienza ricavata all’interno dell’ex cappella. Il terzo piano, in origine un sottotetto disabitato, ospiterà le macchine per il trattamento dell’aria e, nell’ala est, una suggestiva area multifunzionale illuminata da lucernari zenitali e sorretta da nuove capriate in legno lamellare. Infine, il livello interrato unisce la vecchia struttura a un blocco ipogeo di nuova costruzione scavato sotto il giardino d’ingresso, ottimizzando gli archivi e i locali tecnologici.

C+S Architects Bio

Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini vivono e lavorano tra Treviso e Londra dove ha sede lo studio C+S ARCHITECTS da loro fondato a Venezia nel 1994. Lo studio C+S ha maturato una profonda esperienza nel settore del restauro avendo realizzato alcuni dei più importanti lavori a Venezia: il restauro della Torre Massimiliana nell’isola di Sant’Erasmo, della Ex-Manifattura Tabacchi e del Fondaco dei Tedeschi solo per citare i più rinomati, tutti progetti che hanno ottenuto premi internazionali, tra cui il BigMat Award 2017. Rispettivamente professore associato e ordinario di composizione architettonica e urbana, Cappai e Segantini hanno tenuto corsi come visiting professors in varie università tra cui MIT, Cambridge Massachussetts, USA e Syracuse University, NYC, USA e Hasselt University. La loro ricerca e realizzazione di scuole, esposta alla 15° Biennale di Architettura di Venezia, ha contribuito a riscrivere le Linee Guida del Ministero sulla progettazione delle scuole italiane. L’approccio progettuale dello studio rintraccia la tradizione costruttiva dei luoghi che deriva dal rispetto e utilizzo sostenibile delle risorse naturali che il progetto traduce in un nuovo equilibrio tra uomo e natura. Oltre al recentissimo Premio Architetto dell’Anno del CNAPP, lo studio ha ottenuto premi, riconoscimenti e pubblicazioni internazionali ed ha presentato il proprio lavoro in una serie di istituzioni internazionali, tra cui il MoMA a New York, il RIBA a Londra, la Biennale di Architettura di Venezia, il Museo di Oslo, Il MIT di Cambridge e la Triennale di Milano.

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