I Carabinieri della Compagnia di San Giovanni Rotondo, coadiuvati nella fase esecutiva dai comandi Arma
territorialmente competenti, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa
dal GIP del Tribunale di Foggia su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 7 indagati
(di cui 3 domiciliati in provincia di Foggia e 4 in provincia di Lecce) ritenuti responsabili, a vario titolo e in
concorso, di furto aggravato, ricettazione, detenzione e porto in luogo pubblico di ordigni esplosivi –
connotati dal carattere della micidialità – del tipo “marmotta”.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Foggia, sono state avviate a seguito di un assalto con esplosivo
commesso nella notte del 13 giugno scorso con la tecnica della marmotta ai danni dello sportello ATM di un
istituto bancario di San Giovanni Rotondo. In quella circostanza, a seguito della violenta deflagrazione – che
provocò ingenti danni alla filiale e ad alcuni appartamenti ubicati nello stesso edificio – fu asportata una
somma in banconote superiore a 15.000 euro.
L’immediato intervento dei militari dell’Arma e le prime investigazioni avrebbero consentito ai Carabinieri,
nei giorni successivi, di localizzare l’abitazione che gli autori avrebbero utilizzato quale base logistica sia
nelle fasi preparatorie che in quelle immediatamente successive all’evento delittuoso.
È proprio in prossimità di quel luogo che i Carabinieri hanno concentrato le attenzioni investigative subito
dopo un secondo assalto, commesso nella notte del successivo 30 giugno – circa due settimane dopo – ai
danni di un altro sportello ATM di un istituto bancario di San Giovanni Rotondo, anche in quel caso
perpetrato con la tecnica della marmotta, che avrebbe consentito agli autori di assicurarsi un bottino
superiore ai 6.000 euro. Grazie a un prolungato servizio di osservazione, i militari dell’Arma sarebbero
riusciti, a distanza di qualche ora dall’evento, a: ricostruire gli spostamenti, tra gli altri, di quattro indagati
(identificati successivamente) mentre si allontanavano dal centro di San Giovanni Rotondo; nel corso di
perquisizioni locali, rinvenire attrezzi da scasso (in casa) e un ordigno artigianale c.d. marmotta (occultato
poco prima su un tetto attiguo) presso l’abitazione – utilizzata quale base logistica – in uso a un indagato del
luogo, nella circostanza tratto in arresto flagranza di reato.
Le investigazioni avrebbero, inoltre, consentito di accertare il modus operandi adoperato nel corso dei due
assalti, che prevedeva l’utilizzo di esplosivo confezionato artigianalmente e di auto di piccola cilindrata
rubate nella stessa notte dell’evento delittuoso e abbandonate poco dopo.
Ulteriori approfondimenti emersi da attività tecniche avrebbero permesso, altresì, di disvelare le modalità di
suddivisione dei proventi illeciti, parte dei quali asseritamente destinati a un detenuto – tuttora non
compiutamente identificato – con cui ci sarebbero state interlocuzioni telefoniche nonostante la restrizione
carceraria.
L’attenzione della Procura e dei Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia nel contrasto allo specifico
fenomeno è ulteriormente testimoniata dalla esecuzione – assicurata pochi giorni fa dai Carabinieri della
Compagnia di Cerignola nell’ambito di un altro procedimento penale – di ulteriori ordinanze di custodia
cautelare in carcere nei confronti di 3 indagati, per i quali il Gip presso il Tribunale di Foggia aveva rigettato
(per 2 indagati) o parzialmente accolto (per 1 indagato) la richiesta cautelare formulata in relazione al fermo di indiziato eseguito lo scorso 26 gennaio a carico complessivamente di 5 indagati, accusati a vario titolo di
associazione per delinquere, ricettazione e riciclaggio di veicoli, porto in luogo pubblico di materiale
esplosivo e furto aggravato ai danni di sportelli ATM con la tecnica della c.d. “marmotta”, in riferimento ad
assalti commessi nell’ottobre 2025 nelle province di Foggia, Benevento e Macerata. Le misure cautelari,
emesse dalla Sezione del Riesame delle Misure Cautelari presso il Tribunale di Bari, seguono al ricorso
promosso dalla Procura di Foggia e al rigetto del ricorso degli indagati in Cassazione.
I procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari e gli indagati, la cui posizione è al vaglio
dell’Autorità Giudiziaria, non possono essere considerati colpevoli sino all’eventuale pronuncia di una
sentenza di condanna definitiva.
