Il 16 giugno 2026, dal pomeriggio, come già attuato con altri servizi specifici, personale del Nucleo di Polizia Giudiziaria della Polizia Locale di Brescia – Squadra Operativa – osservava quanto accadeva all’interno e all’esterno di un bar cittadino, sul quale le indagini avevano portato a ritenere come il barista svolgesse anche altra tipologia di professione.
Il sospetto degli inquirenti era che tale gestore/barman cedesse cocaina ad alcuni avventori con modalità rituali, secondo un canovaccio codificato.
Effettivamente all’arrivo di un soggetto che si era accostato al locale dopo un controllo visivo dell’area, il citato barman gli andava subito incontro, salutandolo con distacco, allontanandosi dal locale per farvi ritorno dopo alcuni attimi, in un punto non affollato dell’esercizio, effettuando uno scambio con tale individuo che lo aveva nel frattempo atteso al bancone senza ordinare alcunché.
Dopo tale frettolosa azione carica di tensione, l’indiziato tornava a servire cocktail, mentre il cliente iniziava a consumare il suo aperitivo.
Una volta recuperato su tale cliente una dose di cocaina, gli operanti della Sezione Operativa del Comando della PL di Brescia intervenivano nel locale, fermando tale gestore, il quale veniva poco dopo condotto presso la sua abitazione laddove gli investigatori trovavano – oltre al materiale e alla strumentazione per gestire, imballare e confezionare le sostanze illecite – quasi mezzo chilogrammo di cocaina. Il suddetto veniva pertanto tratto in arresto e posto a disposizione dell’Autorità giudiziaria.


