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Carcere e minori, Roma Futura attacca il Governo

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I consiglieri capitolini Giovanni Caudo e Tiziana Biolghini criticando duramente la norma appena approvata dall’esecutivo Meloni: “Invece di punire e basta, servono percorsi educativi per salvare una generazione.”

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ROMA – La stretta del Governo Meloni contro la criminalità giovanile incassa la dura presa di posizione di Roma Futura. Al centro dell’attacco c’è il recente provvedimento sulle cosiddette baby gang, considerato dall’opposizione capitolina una misura repressiva e inefficace, destinata unicamente ad aggravare le criticità del sistema penitenziario italiano.

A firmare la nota congiunta sono i consiglieri capitolini Giovanni Caudo e Tiziana Biolghini, che contestano alla radice l’impostazione data dalla maggioranza di centrodestra.

“Sovraffollamento e repressione non fermano la criminalità”

“La cosiddetta legge ‘anti baby gang’ approvata ieri dal Governo Meloni non risolve certo i problemi legati alla criminalità organizzata in Italia. Mandare nelle carceri, già sovraffollate, un minore è l’unica soluzione che questa destra di governo è capace di proporre”, dichiarano Caudo e Biolghini.

Al centro dei dubbi espressi da Roma Futura vi è in particolare il riassetto delle norme sull’imputabilità dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni, misura che secondo gli esponenti politici cancella un principio di garanzia fondamentale:

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“Il testo rende i minori sempre imputabili se hanno più di 14 anni, eliminando l’obbligo per i magistrati di accertare la capacità di intendere e di volere. Una mossa che ha creato scompiglio anche tra la maggioranza alla Camera, con scontri tra Forza Italia e Lega che hanno rivendicato la paternità sull’iniziativa.”

Manca l’approccio educativo: “I giovani sono vittime di un sistema”

I due consiglieri criticano apertamente anche i toni trionfalistici con cui la Presidenza del Consiglio ha accompagnato l’iter dell’atto («chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni a qualunque età»), ponendo l’accento sulle fragilità sociali ed educative che alimentano la devianza giovanile nelle città e nelle periferie.

“Ci chiediamo quanto stiamo andando indietro in questa società, ponendo in secondo piano la sfera educativa dei nostri giovani e svalutando così un’intera generazione”, incalzano gli esponenti di Roma Futura.

“Le baby gang nascono grazie a quegli adulti che non hanno saputo portare cambiamenti nelle sfere di giovani collocati ai margini della società, che vanno dalle periferie più remote alle piazze di spaccio. Lo stesso vale per tutti quegli adulti che sfruttano ragazze e ragazzi per i propri interessi economici. Più che colpevoli, questi giovani sono le vittime di un sistema che di certo non cambierà grazie a leggi come queste.”

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