ROMA – Sta sollevando un’ondata di polemiche e profondo sconcerto l’esclusione della professione veterinaria dal disegno di legge delega sulle professioni sanitarie (AC 2700). Nonostante i ripetuti appelli del settore, la XII Commissione alla Camera ha respinto una proposta emendativa che puntava a reinserire i Medici Veterinari nel testo, incassando il parere contrario della relatrice, l’On. Marta Schifone, e del Sottosegretario alla Salute, l’On. Marcello Gemmato.
Una decisione che le sigle di categoria definiscono, senza mezzi termini, “incomprensibile”.
L’emendamento bocciato non avrebbe comportato alcun onere finanziario per le casse dello Stato: si trattava semplicemente di inserire un criterio direttivo per l’esercizio della delega conferita al Ministero della Salute, così da rendere i futuri decreti attuativi coerenti e aderenti alle specificità della professione veterinaria.
Il paradosso: un’esclusione che ignora l’approccio One Health
La scelta di escludere i veterinari appare in forte contrasto con le moderne linee guida internazionali sulla salute pubblica. La professione veterinaria è infatti l’unica tra le 31 professioni sanitarie riconosciute dallo Stato ad agire contemporaneamente su più fronti cruciali:
- Prevenzione e sanità animale
- Benessere degli animali
- Sicurezza alimentare
- Tutela della salute pubblica (attraverso la protezione dei cittadini dalle zoonosi, le patologie trasmissibili dagli animali all’uomo)
Si tratta del principio cardine della One Health — il modello sanitario basato sull’integrazione tra salute umana, animale e ambientale — che l’attuale formulazione del testo ministeriale, a questo punto, dimostra di non rispecchiare in modo adeguato.
La voce dei professionisti: “Chiediamo solo coerenza ordinamentale”
La reazione del mondo veterinario è compatta. In una nota congiunta, le principali sigle di rappresentanza del settore (ANMVI, FNOVI e SIVeMP) hanno espresso tutto il loro dissenso:
“Non chiediamo un privilegio, ma coerenza ordinamentale. Una delega sulle professioni sanitarie deve considerare la specificità di una professione che tutela sanità animale, sicurezza alimentare e salute pubblica.”
L’appello per il prosieguo dell’iter
L’occasione per correggere questa grave lacuna formale, fortunatamente, non è ancora del tutto perduta. L’iter legislativo del disegno di legge delega deve infatti proseguire il suo cammino in Parlamento.
ANMVI, FNOVI e SIVeMP auspicano fermamente che i prossimi passaggi alla Camera e al Senato possano recuperare lo spirito dell’emendamento bocciato, superando una svista burocratica che, altrimenti, rischierebbe di configurarsi come una vera e propria e ingiustificata discriminazione ai danni di un pilastro della sanità nazionale.


