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MONTANO LUCINO: CRISI IDRICA IL SINDACO CHIARISCE ALCUNI ASPETTI

Estate tormentata per il Sindaco di Montano Lucino Silvio Aiello che attraverso i social si trova a dover chiarire la questione della crisi idrica. Ecco sa ha scritto sul suo profilo Facebbok poche ore fa:

“In questi giorni, tra ricerche al sole cocente, problematiche e segnalazioni, una nottata a monitorare la situazione, riparazioni sotto la pioggia e il vento, non ho avuto modo di guardare molto i social, se non per cercare di informare e aggiornare la cittadinanza.

Leggo ora un po’ di cose… Beh…

Ovviamente sono pienamente consapevole del disagio vissuto e altrettanto della pazienza avuta da moltissimi (grazie!).

Sono però un po’ rammaricato da alcuni toni di quanto letto, ma ci sta… Spalle larghe!

Evito invece commenti sugli scienziati da tastiera, perché voglio e devo fare il Sindaco e non lo Psicologo.

Vorrei però fare presente che durante le ore più critiche, il portale di Como Acqua, che avevo modo di sbirciare anche io sul campo, riportava problematiche in un buon numero di Comuni della nostra provincia, nel momento stesso e nei giorni precedenti. A detta loro un “periodo infernale”.

Chiariamo l’emergenza idrica. Noi siamo molto fortunati perché acqua nel pozzo principale ne abbiamo sempre in abbondanza e non abbiamo mai avuto particolari criticità (Ecco… l’ho detto… incrociamo le dita).

L’emergenza è data dai consumi che in questo periodo risultano triplicati rispetto al trend. Significa che il caldo e la siccità, come in parte è ovvio che sia, richiedono per ciascuno di noi un utilizzo molto maggiore della risorsa idrica (dalle docce, ai giardini…). Poi ci sarebbe da fare un’ampia riflessione sul “buon senso”, sull’etica morale e sul fatto che a volte l’utilizzo si trasforma in abuso o addirittura spreco. Magari in un’altra puntata.

Nel caso specifico, la mattinata ha evidenziato alcune situazioni anomale in aree private, ma soprattutto due importanti perdite che hanno generato un drastico abbassamento dei livelli; questo per orografia del territorio e distribuzione degli impianti genera situazioni critiche a partire dalla parte più alta del paese. 

La prima, il collegamento ad una rete antincendio di un’azienda, è stata arginata appena individuata.

La seconda invece ha avuto una ricerca decisamente travagliata e solo il manifestarsi a danno di un’abitazione privata ha fatto sì che venisse individuata. 

La tubazione incriminata è un tratto abbandonato di un vecchio allaccio, tappato in fondo, inutilizzato ma mantenuto in pressione. Una tubazione che a detta dei tecnici di Como Acqua potrebbe risalire intorno alla fine degli anni 80 e che, essendo inutilizzata, non è riportata nelle planimetrie di rilievo più recenti. Ecco la complicazione: un tratto di acquedotto che non ha contatore, che non si sa dove passa ma che, essendo in pressione, ha disperso un gran quantitativo di acqua (ecco il motivo delle chiusure dell’anello tra via Della Costituzione e via Sant’Andrea).

Quel tratto di tubo è stato adesso eliminato fino alla rottura. Inizio settimana prossima verrà attivata una ricerca dedicata per individuare con più calma la provenienza del tubo ed eliminarlo quanto più a monte possibile affinché non possa generare problemi futuri.

Tutto quanto sopra lo scrivo a mera spiegazione dell’accaduto.

Ora… Grazie a chi ha avuto pazienza e ha capito la situazione. 

Grazie a Piero (Gesc) per il supporto operativo.

Ma consentitemi un ringraziamento agli operatori di Como Acqua, in questo caso tempestivi, preparati, impegnati in turni infiniti, disposti a cuocersi e/o bagnarsi pur di “ridare acqua a tutto il paese”; il tutto tra mille telefonate di altrettante problematiche dei territori limitrofi.”

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