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Gioco pubblico in Italia: le sfide ancora aperte del divario territoriale

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Il Libro Nero dell’Azzardo 2025 fotografa un settore in trasformazione: il sorpasso dell’online
cambia la geografia del gioco, mentre persistono forti differenze territoriali e criticità sociali.

Continua a evolversi il gioco pubblico in Italia, sebbene non in modo uniforme. Se da un lato il
mercato registra una crescita trainata soprattutto dai canali digitali, dall’altro emergono profonde
differenze tra le diverse aree del Paese e criticità che continuano a interrogare istituzioni e
operatori. A dirlo è il Libro Nero dell’Azzardo 2025, che dedica particolare attenzione alla
distribuzione territoriale della raccolta, ai livelli di spesa pro capite e alle questioni ancora aperte
nella lotta ai rischi sociali del settore.

Nord, Centro e Sud: la geografia del gioco
Uno degli aspetti più interessanti del rapporto riguarda la distribuzione della raccolta: il Sud Italia
concentra infatti il volume più elevato, con 67.837.732 unità di raccolta considerate dal report,
seguito dal Nord con 64.364.930 e dal Centro con 32.430.950.

Il dato non va interpretato semplicemente come una maggiore propensione al gioco nelle regioni
meridionali. Le differenze dipendono infatti da molteplici fattori, tra cui densità abitativa,
distribuzione dell’offerta, caratteristiche socioeconomiche e diffusione del gioco online
.

Lo stesso rapporto sottolinea come esistano abitudini di gioco differenti tra le tre macroaree
italiane
, confermando che non esiste un unico modello nazionale. Alcuni territori mostrano una
maggiore incidenza delle scommesse sportive e del betting online, mentre altri mantengono una
presenza più significativa dei giochi tradizionali.

La spesa pro capite racconta un’altra Italia
Ancora più significativo è il confronto sulla spesa effettiva pro capite. Le regioni con i valori più
elevati sono Campania (2.527 euro), Sicilia (2.472 euro) e Calabria (2.436 euro). All’estremo
opposto si trovano invece Veneto (921 euro), Trentino-Alto Adige (953 euro) e Friuli Venezia
Giulia (1.065 euro).

Il report segnala inoltre che i conti di gioco attivi in Italia hanno raggiunto quota 17,1 milioni al
31 dicembre 2025
, confermando la crescente digitalizzazione del settore. L’espansione dell’online
ha infatti modificato profondamente le modalità di accesso al gioco, riducendo il peso della
distanza geografica e rendendo sempre più semplice partecipare attraverso piattaforme digitali.

Le sfide per il futuro
Accanto ai dati economici, il Libro Nero dell’Azzardo 2025 richiama l’attenzione su alcune questioni
che continuano ad alimentare il dibattito pubblico. La prima riguarda il fatto che il mercato legale
non sia riuscito a eliminare completamente il gioco illegale
. Nonostante il sistema concessorio
italiano rappresenti uno dei più regolamentati in Europa, persistono infatti circuiti non autorizzati
che sfuggono ai controlli e alle tutele previste per i giocatori.

Un secondo elemento riguarda la distribuzione della spesa: dal momento che il peso economico
del gioco continua a gravare soprattutto sulle fasce più vulnerabili della popolazione. C’è poi la
questione dello spostamento verso il digitale che era iniziata già prima della pandemia, una
trasformazione strutturale del mercato e non un semplice effetto dell’emergenza sanitaria.

Elementi che suggeriscono come il futuro del settore non dipenderà soltanto dall’andamento economico, ma anche dalla capacità di conciliare innovazione, controllo e tutela sociale. La crescita del gioco online, le differenze territoriali e la persistenza del mercato illegale impongono infatti politiche sempre più mirate, in grado di leggere la complessità di un fenomeno che continua a evolversi.

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