Il viaggio di Franco Fracassi nel Donbass, lo ha portato all’ospedale di Donetsk reparto traumatologico, dove i racconti di bambini, donne, uomini feriti raccontano la quotidianità che stanno vivendo.
L’uso delle bombe a grappolo da parte dell’Ucraina, però apre uno scenario che richiede alcune riflessioni e dubbi, sul fatto che armi così importanti vengano usate in maniera insensata.
Bomba a grappolo cos’è
Le bombe a grappolo o cluster munitions sono armi convenzionali formate da un container o dispenser (parent munition), proiettato da sistemi aerei, navali o terrestri, dal quale sotto- munizioni (clusters) sono sparse su ampie aeree. Queste sotto-munizioni possono essere chiamate bombette (bomblets) quando sono proiettate da sistemi aerei e granate quando sono lanciate da un cannone o un missile.
Nel 2008 a Dublino 110 hanno ratificato l’utilizzo delle bombe a grappolo. L’Italia nel 2015 ha terminato la distruzione delle donatazioni in possesso alle Forze Armate:
https://italiarappginevra.esteri.it/rappginevra/it/il-disarmo/trattati-e-convenzioni/bando-munizio-grappolo.html
Nasce il dubbio e la domanda su come siano state smaltite queste armi, visto che facciamo fatica a smaltire l’immondizia romana. L’ex Ministro Gentiloni al tempo era al comando degli esteri nel 2015, potrebbe rispondere come sono state smaltite queste armi.
I paesi che non hanno accettato la ratifica del 2008 sono stati: Usa, Russia, Cina, India, Pakistan, Brasile.
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