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GENOVA: CONSIGLIO COMUNALE DI GENOVA REPORT DELLA SEDUTA

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il consiglio Comunale di Genova si è svolto nelle scorse ore e nelle discussioni aperte si è parlato dei temi che indichiamo

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REPORT ARTT. 54 DI MARTEDÌ 12 MARZO 2024

Genova, 12 mar. – Il consiglio comunale odierno si è aperto come di consuetudine alle ore 14 con la discussione degli art. 54, interrogazioni a risposta immediata:

Lavori ex caserma Rosolino Pilo

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«Il progetto sarà realizzato per conto dell’Agenzia del Demanio. Il Comune di Genova non ha un diretto potere di incidenza sulle tempistiche per la conclusione dei lavori, ma è stato chiamato a formulare un parere dal punto di vista urbanistico-edilizio che è risultato positivo. Il parere favorevole si riferisce a un intervento di rifunzionalizzazione dell’immobile, un’ex caserma dove è prevista la futura allocazione degli uffici di Polizia del Commissariato Centro, della Prefettura e della Direzione Investigativa Antimafia. I lavori si svolgeranno in un palazzo cinquecentesco, trasformato nel ‘700 e sopraelevato dopo l’ultima guerra. Tra i vari interventi previsti ci sono la realizzazione di un corpo edilizio esterno da adibire a cabina di servizio elettrica, la demolizione e ricostruzione di una superfetazione nel cortile interno per la realizzazione di parcheggi auto al coperto al servizio delle forze di Polizia e dei funzionari, oltre alla creazione di uno spazio ad uso ufficio, vani tecnici per ascensori e montacarichi, nuove finiture, la realizzazione di un tetto-giardino e la riqualificazione di serramenti e intonaci esterni». Ha risposto così l’assessore all’Urbanistica Mario Mascia all’interrogazione presentata dal consigliere Valeriano Vacalebre (Fratelli d’Italia) che chiedeva alla Giunta “informazioni in merito alla tempistica per la conclusione dei lavori di ristrutturazione e riqualificazione, con particolare attenzione a tutti gli aspetti di sostenibilità ambientale e di efficienza energetica e prestazionale, che erano previsti per lo scorso ottobre 2023, alla caserma Rosalino Pilo a Carignano, che dovrà ospitare la nuova sede del Commissariato Centro, alcuni uffici della Prefettura e della Direzione Investigativa Antimafia”.

Technisub occupazione


«I 48 lavoratori Technisub sono venuti a Tursi ieri per un incontro urgente, concordato con l’Amministrazione e con il Municipio competente. È stato un incontro positivo, un’occasione per approfondire la problematica, ovvero che la multinazionale ha deciso di investire altrove e che quindi l’attività, in quel caso, verrebbe dismessa. Sappiamo che non è stata ancora avviata la procedura di licenziamento collettivo; ieri ho parlato personalmente con la parte datoriale, e mi sono assicurato che prima di avviare qualsiasi procedura venga effettuato un necessario passaggio con il Comune, il Municipio e i sindacati. Il 20 marzo è stato convocato un incontro in cui verrà attivato il tavolo sulla vertenza Technisub, per garantire la tutela dei posti di lavoro, della professionalità e di un marchio made in Italy e se mi è consentito anche del made in Genova, come vuole il governo. Lavoriamo per questo senza distinzioni politiche». Lo ha detto l’assessore al Lavoro Mario Mascia rispondendo all’interrogazione del consigliere Claudio Villa del Partito Democratico riguardante il “trasferimento dell’azienda storica Technisub da Genova, con l’ennesima perdita di decine di posti di lavoro nella città”.

Riqualificazione e sicurezza via Monte Rosa

«Il tema della riqualificazione del piazzale di via Monte Rosa è noto all’Amministrazione. Il piazzale cui si fa riferimento si trova sulla sommità della strada, che risulta privata, utilizzata dai residenti per il parcheggio delle auto. Le criticità dal punto di vista idrogeologico afferiscono alle acque piovane che arrivano da monte, in una zona, quella del Biscione e della Pineta di Quezzi, dove le acque meteoriche scendono dall’altro riversandosi spesso e volentieri su proprietà private. Ad alcuni anni or sono risalgono alcuni interventi di ingegneria naturalistica, compiuti in un’area che si trova al centro di un impluvio naturale e che per questo raccoglie acque di ruscellamento, con il trasporto di detriti che si riversano sul piazzale. Per ovviare a questo problema, oltre a ripetuti interventi di pulizia delle griglie, si rende necessario l’intervento congiunto dell’ufficio geologico e difesa suolo per la progettazione e realizzazione di una sistemazione complessiva dell’area. L’intervento è di un’entità economica importante e dovrà essere inserito nel Piano Triennale dei Lavori Pubblici. Nei giorni scorsi c’è stato un primo sopralluogo dei tecnici a cui ne seguirà, in settimana, un altro ancora più approfondito. Si stima un costo di 500mila euro che prevediamo di anticipare nel Piano Triennale: in attesa dell’intervento, Aster eseguirà entro la prossima settimana un intervento di pulizia della condotta di captazione».

«Nel piazzale non risultano denunce di vandalismi, ma solo due segnalazioni di altrettanti casi di abbandono di un telaio di moto, non identificabile, e di un altro veicolo rispetto al quale è stata avviata la pratica di rimozione dei relitti. Faremo indagini con i residenti per capire se non siano state fatte denunce per paura o comunque la genesi degli atti vandalici lamentati nella zona».

Sono le risposte date rispettivamente dall’assessore alle Manutenzioni Mauro Avvenente e dall’assessore alla Sicurezza e Polizia Locale Sergio Gambino all’interrogazione del consigliere Angiolo Veroli (Vince Genova), che chiedeva alla Giunta informazioni sul parcheggio di via Monte Rosa e nello specifico: “A seguito degli ultimi episodi di vandalismo e di abbandono di rifiuti che hanno interessato il parcheggio, si richiede quali azioni intenda promuovere l’Amministrazione per garantire un maggiore presidio dell’area. A ciò si aggiunga che gli eventi meteorici del 9-10 marzo hanno evidenziato per l’ennesima volta la necessità di un intervento protettivo dell’area e di un’operazione di complessiva riqualificazione”.

Gronda di Ponente – indennizzo residenti corso Perrone


«Ho eseguito personalmente sopralluoghi in corso Perrone e sono in contatto con alcuni residenti, che vivono il disagio pesante dei lavori della costruzione della gronda di ponente. Non ci sono i presupposti per gli espropri: sono abitazioni provvisoriamente disturbate da attività di cantiere, con un via vai di mezzi molto fastidiosi. Un anno e mezzo fa chiedemmo l’indennizzo da interferenza di cantiere per queste persone. Aspi era stato disponibile, ma ci siamo fermati perché è mancato l’ok del Governo, una decisione a livello ministeriale circa la necessità di prevedere questi indennizzi e trovare nuovi fondi. La questione, quindi, non è più di ordine tecnico, ma politico. Infatti, tutta la parte istruttoria è già stata svolta con la disponibilità di Aspi, che ha anche individuato una cifra di indennizzo. Posso stimolare la presentazione di un documento, affinché il Consiglio comunale possa farsi parte attiva per ottenere quello che abbiamo chiesto da anni, perché questi residenti lo meritano». Lo ha detto il vicesindaco Pietro Piciocchi, rispondendo all’interrogazione del consigliere Filippo Bruzzone della Lista Rosso Verde, riguardante la “Possibilità di indennizzo di servitù di cantiere civici 92-94-96-98 di corso Perrone, derivante dalle operazioni propedeutiche di costruzione della cosiddetta ‘Gronda di Ponente’, che producono pesanti disagi in termini di forti rumori anche notturni e rilascio in atmosfera di polveri”.

Crollo falesia Passeggiata Nervi

«Ad oggi, rispetto al crollo della falesia sotto la passeggiata di Nervi, non sono in grado di rispondere compiutamente alle vostre domande, tenuto conto del fatto che l’evento si è verificato pochi giorni fa e si trova in una posizione non semplicissima per eseguire tutte le indagini del caso. Per ora è stato eseguito un primo intervento di pulizia della vegetazione a cui ne seguirà un altro nelle prossime ore, indispensabili per comprendere quanto accaduto e il livello di criticità della situazione. Al momento i tecnici escludono conseguenze sul castello dal punto di vista della staticità, ricordando che il distacco della falesia è avvenuto in corrispondenza dello spigolo ovest del Castello. L’area è stata parzialmente interdetta, senza la chiusura della passeggiata. Potrò darvi aggiornamenti quando avremo elementi più chiari, fermo restando che per noi si tratta di una questione prioritaria, anche per decidere sulla possibilità di utilizzare il Castello e di delocalizzare le importanti realtà del territorio che vi hanno operato finora». È quanto risposto dal vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Pietro Piciocchi alle interrogazioni dei consiglieri Laura Gaggero (Fratelli d’Italia) e Donatella Alfonso (Partito Democratico) che chiedevano aggiornamenti sul crollo della falesia posta alla base del Castello della Passeggiata “Anita Garibaldi” di Nervi.

Fototrappole abbandono rifiuti


«L’installazione di fototrappole per identificare chi abbandona rifiuti per strada non è di per sé vietata, ma deve avvenire seguendo la disciplina europea in materia di trattamento dei dati personali, per gestire i rischi di tale trattamento. Quindi non è operazione facile, perché va comunque tutelata e protetta la privacy anche di chi eventualmente sta abbandonando rifiuti. Inoltre, in base ad una sentenza di legge, interpretata dalla Procura di Genova, le sanzioni non potrebbero essere emesse se il fatto è accertato da remoto, ma solo se il fatto risultasse accertato in flagranza di reato». Lo ha detto l’assessore Sergio Gambino rispondendo all’interrogazione del consigliere Federico Barbieri di Genova Domani riguardante la “possibilità di installazione di fototrappole contro l’abbandono rifiuti ingombranti in punti critici già segnalati nel Municipio IX Levante, ad esempio via Timavo”.

Sottopasso Multedo

«Rispetto ai continui allagamenti del sottopasso di via Pacoret de Saint Bon, a Multedo, ci sono già state alcune evoluzioni rispetto a quanto ci siamo detti qualche settimana fa in Consiglio Comunale. Alcuni decenni fa, l’attuale campo sportivo di Multedo si affacciava direttamente sul mare che, rispetto ad allora, si è allungato di 250 metri. Ciò è accaduto non solo per il naturale dilavamento delle colline svolto dall’azione erosiva dell’acqua provenienti dai monti, ma anche per il progetto di rinaturalizzazione della cava ex Pian di Carlo. Infatti, i 900mila metri cubi di materiale abbancato, diventati poi 1,2 milioni, a causa dell’azione di dilavamento dell’acqua sono finiti nel torrente Varenna che li ha trasportati in mare, prima che il mare li riportasse sulla spiaggia. Già in due occasioni Autorità Portuale ha eseguito il dragaggio del canale di accesso al Porto Petroli e a Fincantieri, in modo da consentire il transito delle navi, mentre risale al 2002 la realizzazione da parte di Ireti del collettore fognario di copertura alla foce del rio Rostan, oltre a un’altra serie di interventi. Il collettore era stato realizzato in modo da poter uscire rispetto alla linea di battigia di 35-40 metri, ma oggi quel collettore risulta interamente assorbito dall’allungamento della spiaggia, e quindi totalmente intasato, rendendo impossibile il deflusso delle acque che si accumulano nel sottopasso. Dovrebbe essere Autorità Portuale ad intervenire, risultando la foce del rio Rostan in area demaniale, ma il Comune interverrà comunque. Giovedì si faranno i prelievi per verificare e caratterizzare il materiale. Infatti il rio Rostan, scendendo verso il mare, contiene diversi materiali di cui va esaminato il contenuto prima del relativo abbancamento. Il primo intervento mira a consentire un minimo di scarico dell’acqua, che risulta molto difficoltoso al netto di continui interventi di pulizia delle caditoie. Oltre al primo intervento, il Comune sta lavorando a un progetto più articolato che prevede la realizzazione di uno scavo di 200 metri di fognatura per portare l’acqua in due vasche fatte realizzare nei primi anni ‘90 dall’allora assessore Dispensa. Queste due vasche, congiuntamente all’attivazione di due pompe, consentiranno di pompare l’acqua e di farla scaricare nel torrente Varenna per risolvere definitivamente il problema dei continui allagamenti». È la risposta dell’assessore alle Manutenzioni Mauro Avvenente alla consigliera del Partito Democratico Rita Bruzzone che lo interrogava “in merito all’ennesimo allagamento del sottopasso di via Pacoret de Saint Bon a Multedo, evento che è diventato una costante ogni qualvolta piova, a cui consegue la chiusura al traffico del medesimo. si chiede pertanto quali siano gli interventi progettuali al fine di risolvere in maniera definitiva il problema. Tutto ciò tenuto conto della situazione del passaggio del traffico veicolare, dei mezzi pesanti costretti a manovre pericolose in contromano e comunque dell’ennesima problematica in un quartiere che già molte servitù subisce”.

Parcheggi in centro


«Sul tema dei parcheggi in centro storico abbiamo una visione precisa, sul modello del Waterfront, ossia per quanto possibile senza auto a vista, ma con numerosi posti auto utilizzabili per i cittadini. Abbiamo la necessità di individuare più spazi per chi entra con l’auto in centro storico; sull’area di ponte Parodi, ad esempio, ipotizziamo una sistemazione consistente di posti auto. La riqualificazione di quell’area sta partendo e porterà con sé una revisione e ripensamento dell’offerta di posti d’auto». Lo ha detto l’assessore Pietro Piciocchi rispondendo all’interrogazione del consigliere di Liguria al centro Lorenzo Pellerano riguardante la “tematica del parcheggio in centro città, con riferimento alle esigenze dei residenti e degli operatori economici e commerciali, anche alla luce dei cantieri in essere e dei progetti che interesseranno il territorio”.

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