La siccità è un problema che va affrontato immediatamente, con politiche concrete
e strutturali, ma Regione Lombardia non pare intenzionata ad agire
tempestivamente, tanto che anche oggi, in Consiglio, ha bocciato una mozione del
Partito democratico che conteneva una serie di punti per mettere in campo una
nuova ed efficace strategia idrica.
La mancanza d’acqua è ormai diventata cronica e non può più essere trattata con un
approccio emergenziale, anche perché sta mettendo in ginocchio il comparto
agricolo e nel solo 2022 ha causato 417 milioni di danni su scala regionale (42 nel
Bresciano).
Per capire la portata del fenomeno, basta pensare che oggi in Lombardia mancano il
58,4% di acqua rispetto alla media storica e il 12,55% rispetto al 2022: le prospettive
per l’immediato futuro non fanno quindi ben sperare.
Nel mio intervento di oggi ho illustrato dieci proposte, che potrebbero davvero
andare nella direzione giusta per uscire da questa situazione: programmare l’uso
dell’acqua e investire per razionalizzare le risorse idriche destinate a cittadini,
industria e agricoltura; supportare i gestori idrici, includendoli nel Tavolo regionale
sulla criticità idrica in Lombardia, favorendo pratiche di riuso, interventi sulla
depurazione e investimenti per ridurre le perdite di rete; dare spazio ai fiumi,
attraverso la rinaturalizzazione e il ripristino degli ecosistemi; prevedere irrigazioni
di soccorso, per salvaguardare le aree verdi durante l’estate, in accordo con Comuni
e Protezione civile; studiare agevolazioni fiscali, per gli interventi idrici in tutti i
settori; supportare gli Enti che realizzano e mantengono opere sul reticolo
idrografico; far pagare chi inquina, un principio fondamentale, che richiede il
potenziamento di Arpa Lombardia; usare i bacini di cava già presenti sul territorio,
per incrementare le riserve; pensare un nuovo Piano agricolo, per individuare
colture resistenti ai cambiamenti climatici, proteggere i primi raccolti e aumentare i
fondi per bandi regionali a tema idrico; sensibilizzare i cittadini a un utilizzo razionale dell’acqua, dichiarando lo stato di crisi climatica nella nostra regione e inviando al più presto le osservazioni al Piano nazionale degli adattamenti climatici. L’auspicio è che chi governa in Regione si renda conto che la questione della siccità non può più attendere.
Miriam Cominelli


