Rigamonti–Ceppi: responsabilità mancate e rischi per la città. Ora il Comune deve assumersi le
proprie funzioni.
La situazione dello stadio Rigamonti–Ceppi conferma, ancora una volta, l’incapacità
dell’Amministrazione comunale di affrontare problemi noti con serietà e tempestività. Si è persa
l’ennesima occasione per intervenire sulla sicurezza dell’impianto elettrico e del generatore, un
intervento indispensabile e rimandato per anni.
È difficile comprendere come, nella stessa serata in cui venivano stanziati 190.000 euro per
interventi decorativi sul lungolago, non si sia voluto sostenere una spesa analoga per sostituire un
generatore ormai obsoleto e inquinante, mettendo così a rischio il regolare svolgimento delle
partite.
Non è più credibile sostenere che “non ci sono fondi”: negli anni si è speso per opere secondarie
mentre proprio ciò che era urgente veniva ignorato. Le risorse si possono trovare anche oggi, se
c’è la volontà politica di farlo.
Ogni malfunzionamento dell’illuminazione espone il Calcio Lecco al rischio concreto di sconfitte a
tavolino, con ricadute sportive ed economiche per la città. A ciò si aggiunge l’incoerenza
ambientale di continuare a utilizzare un impianto antiquato mentre si invoca la sostenibilità solo a
parole.
Il tema della mancata manutenzione non è nuovo: per ottenere una semplice piattaforma per
persone con disabilità sono serviti anni di richieste e sollecitazioni della minoranza, a
dimostrazione di un modello amministrativo che interviene solo quando la situazione esplode.
In qualità di proprietario dell’impianto, il Comune ha il dovere di garantire la piena funzionalità
dello stadio. Il Rigamonti–Ceppi non può trasformarsi in un’altra incompiuta urbana, come l’ex
Palazzo Deutsche Bank: un edificio privato, certo, ma divenuto simbolo dell’immobilismo che
segna da anni il cuore della città.
Lecco ha bisogno di strutture vive e funzionanti, non di nuovi spazi abbandonati.
In questo quadro emerge una contraddizione che richiede risposte chiare:
Quanto costa alla collettività l’apparato di personale, mezzi e chiusure messo in campo per gli
eventi sportivi cittadini e per altre manifestazioni che paralizzano interi quartieri, eventi ai quali il
Sindaco partecipa con entusiasmo?
E come può giustificarsi una simile disponibilità di risorse quando, sul calcio cittadino — seguito da
migliaia di persone — si adottano rigidità e chiusure persino su interventi essenziali?
Per queste ragioni, Fratelli d’Italia chiede che il Presidente del Consiglio comunale convochi con
urgenza un tavolo istituzionale con capigruppo, Giunta e società Calcio Lecco, affinché la vicenda
venga affrontata in modo trasparente e responsabile.
La città ha diritto a un’amministrazione capace di decidere e di assumersi il peso delle proprie
scelte.
Fratelli d’Italia è pronta a farlo.
Fratelli d’Italia Lecco
Filippo Boscagli, candidato sindaco
Emilio Minuzzo, capogruppo in Consiglio comunale



