Giovani Democratici: gli eventi accaduti al carcere del Bassone nelle ultime settimane
non sono episodi isolati: sono il prodotto diretto di un sistema penitenziario che da anni
implode sotto il peso del sovra8ollamento, dell’abbandono istituzionale e
dell’indi8erenza politica.
La rivolta dei giorni scorsi e il suicidio del giovane detenuto di 24 anni non possono essere
trattati come fatti di cronaca, né come “criticità” isolate. Sono la prova che le condizioni in cui
vivono le persone recluse a Como — e il personale che vi lavora — sono diventate
insostenibili.
Il Bassone è da tempo un carcere al limite: celle sovraFollate, servizi insuFicienti, salute
mentale ignorata, pochi agenti costretti a gestire situazioni impossibili. In questo contesto di
degrado strutturale, la violenza diventa l’unico linguaggio rimasto a chi non ha più voce.
Per noi Giovani Democratici di Como questo non è accettabile.
Lo Stato non può permettere che il carcere diventi un luogo dove si muore di abbandono.
Chiediamo con forza:
- un’indagine immediata e indipendente sul suicidio avvenuto al Bassone;
- interventi concreti contro il sovraFollamento, a partire dall’uso serio di misure
alternative alla detenzione per i reati minori; - risorse vere per la salute mentale, perché nessuno dovrebbe trovarsi solo davanti alle
proprie fragilità dentro una cella; - un piano straordinario di riforma strutturale del Bassone e dell’intero sistema
penitenziario lombardo.
Questa non è una battaglia di nicchia: è una questione di civiltà.
Se le carceri crollano, crolla anche l’idea stessa di rieducazione e di reinserimento sociale su
cui si fonda la concezione della giustizia prevista dalla nostra Costituzione.
Come Giovani Democratici di Como continueremo a denunciare, a mobilitarci e a pretendere
che le istituzioni si assumano finalmente le proprie responsabilità.
Nessuno deve essere lasciato indietro.
Anna Tagliabue – Segretaria provinciale dei Giovani Democratici di Como


