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Operazione “Pakistan”: blitz contro il traffico internazionale di rifiuti

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Traffico internazionale di rifiuti: dai container al porto di Genova scoperta una rete operante tra
Italia, Europa e Pakistan.

Dalle prime ore della mattinata odierna, i Carabinieri del Nucleo Operativo
Ecologico di Brescia con il supporto del Gruppo per la Tutela Ambientale e la Sicurezza
Energetica di Milano e degli analoghi reparti specializzati di Venezia e Napoli e dei
Comandi dell’Arma territorialmente competenti, stanno dando esecuzione a un’ordinanza
applicativa di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Brescia, su richiesta della
Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Brescia, nell’ambito di un
procedimento penale ancora nella fase delle indagini preliminari.

Il provvedimento dispone due misure cautelari personali, quattordici perquisizioni e il
sequestro preventivo di un impianto di trattamento rifiuti in provincia di Brescia.
I soggetti destinatari del provvedimento sono, allo stato, gravemente indiziati dei reati
contestati: la loro eventuale responsabilità dovrà essere accertata nel contraddittorio tra le
parti e potrà ritenersi definitiva solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna, nel pieno
rispetto della presunzione di innocenza.

L’indagine trae origine da un controllo effettuato nel febbraio 2023 presso il porto di Genova
dal Nucleo Operativo Ecologico (N.O.E.) dei Carabinieri di Genova, congiuntamente ai
funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che consentiva di intercettare nove
container destinati al Pakistan contenenti ingenti quantitativi di rifiuti, in particolare
compressori provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche non bonificati,
falsamente dichiarati come materiale usato o recuperabile.

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Secondo l’ipotesi accusatoria, il meccanismo illecito si fondava su un sistema definito dagli
investigatori come “giro-bolla”: i rifiuti venivano fatti risultare, solo documentalmente,
transitati presso un impianto per le operazioni di scarico, verifica visiva o trattamento,
mentre in realtà sarebbero stati trasportati direttamente verso il destinatario finale.
Contestualmente sono in corso le perquisizioni, volte all’acquisizione di ulteriore
documentazione utile alla ricostruzione dei flussi di rifiuti, dei rapporti commerciali e dei
profitti illeciti, nonché agli accertamenti relativi alla responsabilità amministrativa degli enti
ai sensi del D.Lgs. 231/2001.

Complessivamente risultano indagate 16 persone fisiche e 12 persone giuridiche, tra società
operanti nella gestione, nel trasporto e nell’intermediazione dei rifiuti.

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