Prende il via il 29 giugno 2026 il progetto Geografie Interiori,
promosso da Associazione Obliquo nell’ambito del dossier “Pordenone 2027. Città che
sorprende” che ha valso a Pordenone il titolo di Capitale italiana della Cultura 2027. Il
progetto propone una residenza artistica collettiva nella Val Tramontina, territorio
pedemontano e montano della provincia di Pordenone, con l’obiettivo di stimolare processi
culturali e creativi in aree caratterizzate da fragilità demografica e spopolamento,
attraverso pratiche di partecipazione e co-creazione con le comunità locali.
L’Assessore alla Cultura Alberto Parigi: “Il percorso di avvicinamento a Pordenone
Capitale italiana della Cultura 2027 si arricchisce di nuove iniziative che prendono forma
dai progetti contenuti nel dossier e si estendono oltre i confini della città per coinvolgere
l’intero territorio provinciale. Questo avviene sia attraverso gli oltre cinquanta progetti
inseriti nel dossier di candidatura, sia grazie agli oltre quaranta progetti selezionati con il
bando dedicato alle attività “Verso Pordenone 2027. ‘Geografie Interiori’ traduce
concretamente uno dei principi cardine di Pordenone Capitale: fare della cultura uno
strumento di connessione tra Pordenone e il suo territorio. In questo caso, il progetto
coinvolge la Val Tramontina, valorizzandone il patrimonio, i paesaggi e le comunità
attraverso un percorso artistico di grande qualità. Le residenze artistiche, pur essendo
esperienze spesso immateriali e poco visibili nell’immediato, hanno un valore straordinario:
trasformano questi luoghi in laboratori di ricerca, creatività e produzione culturale, capaci
di attrarre artisti, generare nuove relazioni e lasciare un’eredità duratura.”
Curato da Michela Lupieri, ricercatrice e docente, il progetto riunisce quattro artiste e
artisti di diversa provenienza geografica e pratica, tutti tra i 30 e 40 anni: Vittoria
Assembri (sound art e arti visive), Zeno Franchini e Michelle Jonker (design), Massimo
Ricciardo e Virginia Zanetti (arti visive) insieme a Valentina Marchetti e Beatrice
Migliorati, studentesse del master in fotografia dell’ISIA di Urbino. Una composizione
volutamente eterogenea, costruita per moltiplicare gli sguardi.
Le residenze, in programma dal 29 giugno al 21 luglio 2026, si strutturano attorno a
quattro assi tematici che diventano altrettante chiavi di lettura del territorio e che
nascono da un ascolto attento dello stesso: il cibo e le tradizioni culinarie che diventano
occasione di incontro e riflessione condivisa, il pasto come spazio di convivialità in cui il
paesaggio torna a raccontarsi. L’artigianato e le pratiche dimenticate che vengono indagate nel loro potenziale di patrimonio immateriale vivo, capace di suggerire futuri sostenibili a partire da gesti antichi. L’acqua nei suoi fiumi, torrenti e bacini che viene
esplorata non solo come risorsa naturale ma come infrastruttura emotiva e culturale della valle. E poi c’è il suono: l’ascolto come forma di conoscenza, strumento per avvicinarsi all’anima di una cultura che non si vede ma si sente.
Il programma – Da Tramonti alla mostra diffusa a Pordenone
Le prime settimane si svolgono a Casa Abis (Tramonti di Sopra), una casa colonica
circondata da cinque ettari di bosco ceduo con una fonte d’acqua perenne, luogo ideale
per avviare le esplorazioni legate alla botanica, alla geografia delle acque, alle pratiche
artigianali e al canto. La residenza si sposta poi a Campone e Bosco Bandito (Tramonti
di Sotto), dove prendono forma gli spazi di lavoro, un talk sulla lingua parlata come
strumento sonoro e un incontro con il CRAF – Centro di Ricerca e Archiviazione della
Fotografia di Spilimbergo. L’ultima fase è dedicata allo sviluppo autonomo dei progetti e
alle attività pubbliche con la comunità locale.
Mercoledì 22 luglio gli artisti che hanno preso parte alla residenza faranno ritorno a
Pordenone per presentare al pubblico una prima restituzione del percorso di ricerca e
produzione sviluppato nelle settimane precedenti. Il lavoro confluirà nella mostra
“Frammenti”, un progetto espositivo diffuso che si svilupperà nel centro storico della città.
Non si tratterà di una mostra tradizionale racchiusa in uno spazio espositivo, ma di
un’esperienza capace di intrecciarsi con il tessuto urbano. Il suono sarà uno degli elementi
centrali dell’intervento, diffondendosi attraverso un sistema di filodiffusione. Anche piazza
Calderari sarà coinvolta nell’allestimento e ci saranno installazioni di stendardi altri
elementi visivi che contribuiranno a evidenziare il progetto nello spazio pubblico.
Appuntamenti nel 2027
A completare il percorso, nel maggio 2027, sarà pubblicato un libro d’artista curato ed
edito da Studiofaganel, che raccoglie e rielabora le ricerche sviluppate durante e
successivamente alle residenze. Nello stesso periodo aprirà la mostra finale, con le
opere concluse realizzate dagli artisti nel corso dell’intero progetto.
Associazione Obliquo
Fondata nel 2020, Obliquo è un’associazione nata per costruire una piattaforma culturale
condivisa in una regione periferica e transfrontaliera come il Friuli Venezia Giulia. Nel
corso degli anni ha animato spazi “improbabili” come un’ex tipografia, una villa veneta, uno
showroom di mobili, un museo, un cinema, portando a Pordenone editori indipendenti,
artisti, fotografi, designer e illustratori.


