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PRATO: CARLO IANNELLI SUL CASO DEL FIGLIO GIOVANNI ATTACCA NICOLA CAPOZZOLI

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  • Categoria dell'articolo:Ciclismo / Cronaca / Sport
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Il caso della morte di Giovanni Iannelli riapre una ferita inesorabile e dei dubbi forti sullo svolgimento delle indagini fatta dai Carabinieri a Molino dei Torti. Ora Carlo Iannelli avvocato, papà di Giovanni, ex Giudice di gara si scaglia contro Nicola Capozzoli pubblicando sui social e inviando alle Redazioni un comunicato duro e crudo, proprio come da tempo Carlo si rivolge alle varie Autorità che snobbano il suo appello

“L’avvocato Nicola Capozzoli di Roma, capo della procura federale della federciclismo, che ha insabbiato la vicenda relativa alla morte di mio Figlio Giovanni, per evitare il rinvio a giudizio da parte della procura della repubblica di Roma ha, proprio da ultimo, riaperto le indagini in sede sportiva. Ma lo ha fatto non su circostanze nuove, sopravvenute, ma sulle stesse identiche circostanze che lui stesso aveva direttamente appreso durante l’istruttoria da lui medesimo svolta nei mesi successivi alla morte di mio Figlio Giovanni. Le stesse identiche circostanze evidenziate anche nella mia denuncia del marzo 2020 ed allora ignorate, insabbiate dalla procura federale della federciclismo, riguardanti persino la frode processuale commessa dalla sua collega romana avvocato Gaia Campus (componente della commissione nazionale elettorale della federciclismo) che, per conto della sua assistita GS Bassa Valle Scrivia società organizzatrice quella corsa ciclistica mortale, ha prodotto, avanti alla corte sportiva di appello della federciclismo, documentazione falsa relativa alla sicurezza del percorso di gara obbligatoriamente prevista dal regolamento tecnico e non allegata al programma di gara. E nemmeno la procura della repubblica di Alessandria si è attivata in ordine ai reati commessi in seno alla federciclismo, ed inoltre la stessa, capeggiata dal dottor Enrico Cieri, nonostante le evidenze, travisando la realtà, ricorrendo ad aberrazioni giuridiche fondate su menzogne, omettendo attività d’indagine ed altro, ancora oggi si ostina ad archiviare la morte di un Ragazzo innocente di 22 anni, dove sono coinvolti personaggi eccellenti, senza celebrare un giusto Processo, senza accertare la Verità, senza assicurare la Giustizia.”

Qualche giorno fa Carlo Iannelli ha pubblicato una lettera dell’Avvocato Campus che si rivolgeva a Carlo Iannelli per chiedere di rimuovere la sua immagine dai social perchè sentita danneggiata dai commenti dello stesso Carlo. A questo punto ci sentiamo in dovere di ricordare alla Dott.ssa Campus che il suo ruolo di Avv.to, Dirigente in seno alla Federazione ciclistica italiana implica il fatto di finire sotto i riflettori come personaggio pubblico e sicuramente soggetta a critica, magari mal digerita.

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