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REZZAGO: L’AMMINISTRAZIONE SFRATTA LA PROLOCO CHE LASCIA LA SEDE STORICA

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Rezzago, due buoni propositi che non trovano una sintesi.

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Con la fine dell’anno 2024 siamo arrivati ad un ennesimo punto critico tra una Istituzione pubblica, il Comune di Rezzago, ed una associazione privata, la pro loco di Rezzago.

Basta aprire il giornale locale per vedere i volti che rappresentano la contesa, il Binda e la Noviello.

Contendenti perfetti nella loro diversità, di genere, di nascita ma, soprattutto, di temperamento e quindi di stile.

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Tanto riservato e pacato il Sindaco, storico, quanto vulcanica e capace di fare aggregazione la rappresentante della Proloco.

Di fatti, alla tempesta mediatica della Noviello si contrappone l’assoluto silenzio mediatico del Sindaco.

Ma …….

per chi li conosce anche solo un poco sa bene che si tratta di due ottime persone, che si spendono non solo per loro stessi ma anche per la comunità di cui fanno parte ed in qualche modo rappresentano.

Siamo portati a pensare che lo scontro avvenga tra buoni e cattivi, tra altruisti ed egoisti, tra disinteressati ed interessati ……

…… ma non è questo il caso, viste le persone coinvolte.

Qui abbiamo brave persone, altruiste e disinteressate la cui crisi di rapporti non è definibile scontro quanto piuttosto …. mancanza di incontro.

Per chi si occupa di comunicazione è evidente che non esiste un luogo comune di dialogo, mentre il Sindaco rimane rigidamente istituzionale l’associazione cerca in ogni modo consensi nell’opinione pubblica.

E qui sarebbe agevole scivolare nella filosofia politica e disquisire se sono le Istituzioni democraticamente elette le uniche legittimate a rappresentare i cittadini o non solo.

Così come se questa sia una questione limitata al paese di Rezzago oppure no.

Così come quale sia il tornaconto della Comunità di Rezzago nel suo insieme per delle manifestazioni indubbiamente di successo ma …

E qui si arriva al punto.

Si è ultimamente parlato di attrezzature di cucina ed abbiamo visto le foto, attrezzature di cucina di privati non piccole che stabilmente sono collocate in …….

….. spazi del Comune, che non è entità astratta ma realtà che amministra tutta la Comunità di un paese.

Un paese non è è non può essere solo una associazione privata anche se di indiscutibile successo !

Un paese, una Comunità, deve in qualche modo tutelare l’equità tra tutte le sue componenti ed assicurare equamente l’utilizzo degli spazi Comunali a tutti.

Se lo spazio è del Comune, il Comune come Istituzione e la Comunità di tutti i cittadini ne devono poter usufruire senza limitazioni.

Se negli spazi del Comune ci sono beni di privati questo crea evidentemente un problema di occupazione di spazi e di custodia.

Questo non vuol dire soffocare la proloco, direi piuttosto evitare un monopolio della proloco (privata) su degli spazi Comunali (pubblici).

In questo senso leggiamo la proposta del Sindaco di farsi carico degli arredi di cucina che diventerebbero pubblici.

Disquisire su questo appare come voler tenere dentro un piede per mantenere un monopolio di fatto.

Ovviamente ci auguriamo che le parti trovino un accordo nei prossimi mesi nell’interesse di tutti ma è indispensabile che entrambe riconoscano valide le ragioni dell’altra parte perché valide sono e la contrapposizione frontale non giova a nessuno.

Dario Gobbi Assowebtv

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