Ho come l’impressione che la ‘carta igienica’ di cui parla il Procuratore Del Ponte sia quella su cui è scritto il mandato di arresto. E quella su cui sono scritti articoli di giornali che fanno da megafono a decisioni di pura propaganda e basati sul nulla. L’unico risultato è gettare benzina sul fuoco.
Secondo lei, il mandato di arresto impedirà a Putin di partecipare a vertici internazionali: parole quanto mai improvvide, oltre che altamente pericolose.
Prima di tutto, i Capi di Stato e di Governo e i loro rappresentanti e delegati ai vertici internazionali sono protetti dall’immunità, non possono essere toccati. Poi, sinceramente, voglio vedere quale Governo se la sentirebbe di mandare i propri poliziotti ad arrestare Putin (o chiunque altro, se è per questo) mentre partecipa ad un incontro al vertice sul proprio suolo: forse si dimentica, la Del Ponte, che i Capi di Stato e di Governo hanno servizi di protezione e sicurezza, avvicinarvisi è un tantinello rischioso, pensare di mettergli le manette farebbe uscire dal fodero le armi, proiettile in canna e senza sicura. Davvero la nostra signora (famosa per inchieste ‘poco fortunate’, in Patria e a livello internazionale) ritiene di trovare chi sia disposto ad uno scontro a fuoco sul suo territorio e ad una conseguente dichiarazione di guerra da parte russa?
A proposito di guerra, qui arriva la parte fondamentale del discorso delpontiano. Impedire al Capo di Stato di un Paese belligerante di partecipare a summit internazionali, minacciarlo di arresto “se mette un piede fuori dal suo Paese”, equivale a dire “non vogliamo la pace, non vogliamo trattative, non vogliamo colloqui per porre fine al conflitto”. O, per dirla tutta, “vogliamo continuare con la guerra, le morti, le distruzioni”.
Da aggiungere che il Tribunale Internazionale Penale non gode di un grande riconoscimento: non lo riconoscono la Russia, la Cina e l’India, per esempio; non lo riconoscono i Paesi arabi e mussulmani, così come molti africani. Non lo riconoscono nemmeno gli USA.
Ma allora, di cosa parla, la Del Ponte? Di carta igienica, appunto.
Franco Cavalleri

