“Le politiche per favorire l’occupazione femminile devono intervenire su più fronti: bene gli incentivi per favorire l’assunzione di nuovo personale, perché promuove forme contrattuali tendenzialmente più stabili, ma il vero problema che dobbiamo affrontare oggi è la disponibilità di lavoro”.
Lo afferma in una nota la consigliera regionale Manuela Celotti (Partito democratico) commentando i dati sul mercato del lavoro.
“Questo – secondo l’esponente dem – è un problema che riguarda in particolare i giovani e le donne e che deve necessariamente essere affrontato anche potenziando i servizi di welfare che possono risolvere le questioni di conciliazione tra compiti di cura e lavoro, e consentire così, in particolare alle donne, di accedere al mondo del lavoro”.
“Bene l’abbattimento delle rette degli asili nido, ma il problema è che i posti disponibili non coprono il fabbisogno e chi non ha la famiglia di origine a supporto, pensiamo per esempio alle famiglie di persone immigrate, si trova in seria difficoltà” aggiunge Celotti.
“Così come si trova in difficoltà chi, anche in questo caso sono per la stragrande maggioranza donne, è costretto a un part time non voluto perché il sistema scolastico non riesce a rispondere, a livello di copertura oraria, ai tempi lavorativi, e i servizi aggiuntivi attivati da alcuni Comuni sono ancora troppo poco diffusi e troppo poco estesi e sono onerosi” insiste la consigliera dem.
“Un problema – sottolinea poi – che i dati sull’occupazione
femminile, di 14 punti percentuali inferiore a quella maschile in
Regione Fvg, e sulla differenza qualitativa e remunerativa tra
carriere femminili e maschili certificano ogni anno”.
Le donne, continua Celotti, “che sono pure mediamente più
qualificate degli uomini, potrebbero rappresentare una risposta
importante alla carenza di personale che il mondo economico
lamenta, e potrebbero, in questo modo, contribuire
considerevolmente ad aumentare il reddito dei propri nuclei
familiari. Per incentivare questo processo virtuoso, però, serve
un nuovo welfare, in grado di rispondere ai bisogni delle
famiglie di oggi, comprese quelle, sempre più frequenti, composte
da nuclei monoparentali. È venuto il momento di passare dalla
politica dei bonus alla politica dei servizi, o quantomeno di
affiancarle”.


