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L'intervento del governatore Massimiliano Fedriga prima del voto finale

TRIESTE: IN REGIONE APPROVATO IL BILANCIO 27 SI E 19 NO DALL’OPPOSIZIONE

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Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato la manovra di bilancio che nel solo 2025 vale, per le casse della Regione, oltre 6,24 miliardi di euro. Compatti Fedriga presidente, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia a sostenere le norme dei disegni di legge 31 (Collegata 2025-27), 32 (Stabilità 2025) e 33 (bilancio di previsione nel triennio), mentre le Opposizioni hanno registrato un altrettanto pieno dissenso dei Gruppi Pd, Patto per l’Autonomia-Civica Fvg e Misto.

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Come sempre, ad anticipare il voto le motivazioni dei consiglieri. Per Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) “la manovra è la più cospicua di sempre, ma l’impianto è sbagliato sia dal punto di vista logico, sia politico; tra bonus e contributi, farà solo aumentare le disparità; non considera temi importanti come il consumo di suolo o la regionalizzazione delle grandi derivazioni idroelettriche, e quello principe della salute è trattato in modo irrispettoso per i cittadini”.

Per Serena Pellegrino (Avs) “si è dimostrato che, con una manovra da 79 milioni al quadrato, i cittadini del Fvg pagano le tasse”, ma la Regione “non dovrebbe perdere tempo a staccare assegni per poste generiche, piuttosto che poste finalizzate troppe volte solo a raccogliere consensi. All’opposto, non un euro è stato messo per le nostre proposte”.

Rosaria Capozzi (M5S) ha ribadito che gli emendamenti delle Opposizioni “non erano meramente ideologici come qualcuno voleva far passare, ma dettati da bisogni reali. Non è stata accolta nessuna misura di integrazione al reddito o un salario minimo incentivante. Avete dimostrato che guardate più a chi chiede, che non a cosa si chiede”. Massimo Moretuzzo (Patto per l’Autonomia-Civica Fvg) ha fatto presente che “a fronte di aperture da parte delle Opposizioni su

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diverse misure della Maggioranza, ci sono state chiusure ai

nostri emendamenti e non solo per i loro contenuti, ma per motivi

ideologici, come il no all’80esimo anniversario della

Liberazione”.

Per Andrea Carli (Pd) “delle giornate dedicate al bilancio resta

una partenza tardiva dei lavori perché i consiglieri di

Maggioranza erano impegnati a spartirsi un po’ di milioni per

poste puntuali. Inoltre, si è fatto passare il concetto che la

manovra è buona perché prevede risorse per oltre 6 miliardi,

quando noi abbiamo tentato di farvi capire fino all’ultimo che

poteva essere migliorata qualitativamente”.

Alessandro Basso (FdI), parlando a nome anche dei capigruppo

Mauro Di Bert (Fp), Andrea Cabibbo (FI) e Antonio Calligaris

(Lega), si è detto “preoccupato dal linguaggio utilizzato nei

giorni d’Aula, che evoca agli anni più bui della nostra storia

democratica”. Come un fiume in piena, ha poi aggiunto: “Abbiamo

dimostrato in questi 6 anni di aver saputo governare bene, lo

confermano i consensi dei cittadini, invece voi avete dimostrato

solo contrasto ideologico. Sulla sanità avete riportato dati

anche in modo sbagliato, si veda esempio per tutti la questione

dell’ospedale di Pordenone. Vi abbiamo dato l’opportunità di fare

politica con noi, l’avete rifiutata; avete messo in discussione

anche quanto scritto nel Defr, che è un’analisi dell’esistente.

La democrazia oggi si fa a Destra: partecipazione, impresa,

ambiente, cultura, si fanno da questa parte”.

L’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, ha detto di

non aver apprezzato “l’approccio ideologico di coloro che

volevano solo mettersi una medaglia sul petto. Abbiamo lavorato

per priorità di interventi, a prescindere dal fatto che le

risorse fossero cospicue. Abbiamo a cuore gli interessi sì degli

ultimi, ma anche del ceto medio grazie al quale abbiamo potuto

registrare questi numeri. La spesa per investimenti è pari a 840

milioni, quella corrente di oltre 517 milioni, per un’attenzione

a tutti i settori”.

“Abbiamo costruito insieme una manovra importante non solo nei

numeri, ma anche nelle sue finalità”, ha rimarcato il governatore

Massimiliano Fedriga, che ha lodato anche le risorse allocate con

gli assestamenti di bilancio. “Viviamo di compartecipazioni, non

grazie alla magnanimità dello Stato; abbiamo rafforzato i

pilastri identificati in questi anni; abbiamo retto così bene che

abbiamo potuto stanziare fondi per la sanità come mai prima, ma

anche per la famiglia e i più deboli, fondi di rotazione per la

cultura, scelte intelligenti e costruttive per l’ambiente, per

l’imposta immobiliare Ilia sulla seconda casa grazie alla quale

aumentiamo i trasferimenti ordinari ai Comuni. La vostra è solo

una propaganda distruttiva”, ha concluso.

Il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, ha quindi

“ringraziato tutti per la serietà con cui si è tenuto il

confronto in Aula e sono stati svolti i lavori, con la

consapevolezza di rappresentare una Regione energica, viva, che

ha e dà risorse, perché il messaggio da far arrivare ai cittadini

deve essere sempre positivo, al di là delle singole posizioni

politiche”.

In precedenza, Fedriga si era espresso anche sui desiderata dei

consiglieri contenuti in ordini del giorno per la Giunta,

accogliendone 80, 13 abbinati alla Collegata, 60 alla Stabilità e

7 al Bilancio di previsione.

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