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L’assessore regionale alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi

TRIESTE: payback Fvg operato rispettando trasparenza legalitą

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La Regione è impegnata ad attivare il pagamento in maniera ridotta, per deflazionare l’attuale contenzioso giurisdizionale

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Trieste, 21 giu – “Quella dei payback è vicenda seria e risale a sette anni fa: non più tardi di ieri pomeriggio, in seno alla

Commissione salute delle Regioni, avanzando la posizione condivisa da tutti, ho messo in evidenza che da data del 31

luglio non è sostenibile. E non è sostenibile, in generale, il meccanismo: perché la situazione dei dispositivi medici e del

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payback si unisce a una valutazione che ha una regolazione nella parte dei farmaci, ma che non ce l’ha sui dispositivi. È

necessario che lo Stato, quindi, faccia un po’ d’ordine”.

Lo ha spiegato l’assessore regionale alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, rispondendo stamani a

un’interrogazione in Consiglio regionale.

“Siamo perfettamente consapevoli della difficile situazione:

abbiamo sempre espresso la nostra contrarietà su questa misura –

ha fatto notare Riccardi -. Peraltro, la nostra è una Regione che

ha utilizzato soltanto in maniera parziale il fondo del payback

per chiudere i propri bilanci, a differenza di altre Regioni

d’Italia. Sappiamo bene che la piccola e media impresa fornitrice

del dispositivo, in particolare, si trova a dover fronteggiare

oggettive difficoltà per concorrere al ripianamento dello

sforamento del tetto di spesa del Servizio sanitario nazionale”.

“C’è indubbiamente preoccupazione per le sorti di queste aziende

e, più in generale, dell’intero comparto che, sicuramente,

contribuisce in modo determinante e garantire il buon

funzionamento e la qualità delle prestazioni sanitarie,

attraverso forniture medicali. A loro la solidarietà massima, per

le implicazioni di carattere economico che stanno inevitabilmente

vivendo”, ha aggiunto Riccardi.

“Il payback, una vicenda risalente nel tempo, oggi è divenuta

questione piuttosto complessa, per l’avvicendarsi degli

interventi normativi a livello nazionale dovuti a problematiche

di carattere tecnico, giuridico e contabile, anche per gli

ineludibili obblighi europei, sia per il numero rilevante degli

enti, che per le aziende fornitrici e gli istituti di ricerca

coinvolti”, ha sottolineato Riccardi.

“Bisogna dire che, in applicazione di questo sistema, gli enti

del Servizio sanitario regionale Fvg sono stati, e sono tuttora

chiamati a svolgere una pluralità di funzioni: tra le altre anche

il corretto approvvigionamento dei beni, e la loro puntuale

contabilizzazione e certificazione, che non sono esenti da un

alto grado di complessità tecnica; situazione che aggrava

notevolmente il carico lavorativo delle già poche risorse umane

disponibili”, ha detto ancora Riccardi.

“Ciononostante, e pur nell’ambito di una contingenza del tutto

peculiare, con il carattere emergenziale degli interventi, nonché

sui tempi e i modi, la condotta della nostra Regione, sul

payback, è caratterizzata dall’osservanza della normativa

statale, in ossequio e nel rispetto del principio della legalità

– ha osservato l’assessore -. La Direzione competente in materia

di salute si è sempre conformata ai principi di trasparenza e

leale collaborazione, disponendo e attuando – sin dall’avvio del

procedimento amministrativo -, in aggiunta a quanto previsto

dalla legge, canali informativi dedicati tra cui pubblicazioni

sul sito istituzionale regionale, sistemi interni di

monitoraggio, assistenza per ogni tipo di richiesta proveniente

dalle ditte”, ha fatto notare Riccardi.

“La nostra Regione sta provvedendo a dare attuazione alla

normativa anche attraverso l’attivazione delle modalità di

pagamento in maniera ridotta, per deflazionare l’attuale

contenzioso giurisdizionale – ha aggiunto infine l’esponente

dell’Esecutivo -. Siamo impegnati, inoltre, nei confronti dello

Stato, con parità di condizione e unanimità di consenso,

indipendentemente dall’appartenenza politica, da parte di tutte

le Regioni italiane, affinché si possa riuscire a trovare una

soluzione, cercando di scongiurare quello che anche noi vediamo

con preoccupazione nei confronti di queste aziende, in

particolare quelle più piccole, per salvaguardare pure le

competenze professionali, quindi i posti di lavoro delle persone

che vi operano. Anche per scongiurare un altro rischio, quello

del un blocco delle forniture, che sarebbe particolarmente

preoccupante per la qualità del servizio”.

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