“Quando il progetto del trasferimento del Burlo a Cattinara fu presentato, ormai diversi anni fa, uno dei punti imprescindibili e qualificanti era la separazione dei pazienti adulti dai pazienti in età infantile. Ora questa
separazione non pare essere più una condizione imprescindibile, infatti in occasione della presentazione dei lavori di ristrutturazione di Cattinara e della realizzazione della nuova sede del Burlo Garofolo, dei primi giorni di febbraio 2023, sembra invece emergere una variante importante al progetto originario, ossia che le degenze e i servizi del Burlo sarebbero frazionati in diversi edifici del nuovo colosso ospedaliero”.
Così la nota del consigliere regionale Walter Zalukar, (Polo
Liberale) sull’Istituto di ricovero e cura materno-infantile
Burlo Garofolo e il suo trasferimento presso l’ospedale
Cattinara, entrambi di Trieste.
“Tale scomposizione – aggiunge Zalukar – metterebbe evidentemente
fine all’idea di separare i bambini malati dai pazienti adulti e,
a quanto pare, in questa nuova versione del progetto una parte
delle degenze materno-infantili troverebbe spazio anche nel Cubo
Covid. Ciò desta grande preoccupazione anche riguardo alle
infezioni intraospedaliere, già allarmanti in Italia, come del
resto dimostrato anche dalla diffusione del Covid proprio
all’interno degli ospedali”.
“Per inciso – prosegue la nota dell’esponente del Polo Liberale –
va sottolineato che i costi previsti per quest’opera sono
lievitati negli anni dai 140 milioni del 2020 ai 260 milioni di
qualche giorno fa e ciò fa pensare ad una progettazione quanto
mai approssimativa fin dal principio”.
“Per tutto ciò, ho inteso interrogare il presidente della Giunta
regionale – fa sapere infine Zalukar – per conoscere se nel nuovo
progetto di trasferimento del Burlo a Cattinara sarà mantenuta la
separazione tra pazienti in età adulta e pazienti in età
infantile e se sì in quale modo, ma anche per sapere perché non
si prende in considerazione l’ipotesi, anche ai fini di un
oculato uso delle risorse finanziarie pubbliche, di lasciare il
Burlo dov’è”.



