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L'assessore regionael Barbara Zilli insieme all'artista Simone Cristicchi

TRIESTE: Zilli, Cristicchi dà voce a memoria e identità regionali

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“Siamo riconoscenti e ringraziamo Simone Cristicchi per il forte legame che continua a dimostrare con le terre e le vicende del Friuli Venezia Giulia, un legame fatto di memoria, di rispetto e di sensibilità artistica. Attraverso i suoi spettacoli, come Orcolat ’76 dedicato alla tragedia del terremoto friulano, e oggi con Trieste 1954, ci restituisce con forza e poesia pagine fondamentali, a volte dimenticate o poco conosciute, della nostra storia e della nostra identità”.

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Così l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, intervenuta questa sera al Teatro Sociale di Gemona del Friuli – alla presenza del sindaco Roberto Revelant – in occasione dello spettacolo Trieste 1954, nuova produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con testo e interpretazione di Simone Cristicchi, scritto con Simona Orlando, per la regia di Paolo

Valerio e le musiche originali di Valter Sivilotti. Trieste 1954 ripercorre, tra parole, musica e immagini d’archivio

della Rai FVG, il cammino della città giuliana verso il ricongiungimento all’Italia, avvenuto il 26 ottobre 1954. Dopo Gemona, lo spettacolo sarà replicato domani a Cividale del Friuli e sabato 18 ottobre a Tolmezzo, nell’ambito della tournée promossa dal Circuito Ert.

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“È importante – ha aggiunto Zilli – che il grande teatro arrivi anche nei centri più piccoli, tra le comunità che sono state protagoniste delle storie raccontate. Portare spettacoli di tale spessore artistico e umano in teatri come quello di Gemona significa riconoscere il valore del territorio e delle sue genti.

È un messaggio culturale e civile importante”.

L’assessore ha voluto ancora sottolineare la profondità degli

spettacoli ideati da Cristicchi. “Trieste ha potuto festeggiare

davvero la fine della Seconda guerra mondiale solo nel ’54 con il

ritorno all’Italia; il merito di Cristicchi è proprio quello di

farci riscoprire, con umanità e profondità, ciò che resta inciso

nella memoria dei popoli. Così come accadde – ha ricordato Zilli

– con Orcolat ’76, un’opera che toccò il cuore dei friulani il 15

settembre 2016 quando il Duomo di Gemona accolse la prima

nazionale dello spettacolo per il 40. anniversario della tragedia

del terremoto, realizzata raccogliendo testimonianze e ricordi

veri tra la gente e trasformandoli in un racconto collettivo che

ancora oggi emoziona e ispira”.

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