Controlli straordinari (giugno – luglio 2026) nel settore turistico-alberghiero: oltre il 63%
delle aziende ispezionate irregolare. Verificate 3825 posizioni lavorative ed accertate 742
posizioni irregolari. Contestate 559 violazioni in materia di sicurezza e sospese 157 attività
imprenditoriali.
Si è conclusa la campagna straordinaria di vigilanza nel settore turistico-
alberghiero volta al contrasto del lavoro sommerso, alla tutela dei lavoratori e alla verifica del
rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. L’attività, svolta dai
militari di questo Comparto di Specialità in congiunta con l’Arma Territoriale, ha interessato tutto il
territorio Nazionale nel periodo giugno – luglio 2026 ed è stata finalizzata al contrasto del lavoro
sommerso, alla tutela dei lavoratori e alla verifica del rispetto della normativa in materia di salute e
sicurezza nei luoghi di lavoro.
Le attività ispettive e di vigilanza hanno riguardato principalmente alberghi, hotel, resort, villaggi
turistici, campeggi, agriturismi, stabilimenti balneari, piscine, parchi acquatici, ristoranti, bar e
pubblici esercizi, comparti caratterizzati da un significativo incremento dell’occupazione durante la
stagione estiva. Gli obiettivi sono stati individuati sulla base di indici di anomalia sviluppati tramite
l’analisi delle informazioni ricavate dalle Banche Dati in dotazione al Comparto e riscontrati, poi,
mediante le tradizionali attività “sul campo”.
I risultati della campagna nazionale
Nel corso delle attività ispettive sono state controllate 785 aziende, delle quali 486 sono risultate
irregolari, pari al 63,53% del totale delle imprese verificate. Tale percentuale, si ribadisce,
riguarda il campione individuato per le verifiche in base ai suddetti criteri.
Gli accertamenti hanno interessato complessivamente 3.825 lavoratori, tra cui:
- 900 lavoratori extracomunitari;
- 84 lavoratori minori.
Sono state accertate 751 posizioni lavorative irregolari, corrispondenti al 19,63% dei lavoratori
controllati; tra queste, 553 posizioni sono risultate riconducibili a forme di “lavoro grigio” 1 e 198 in
nero.
Contrasto agli illeciti penali e tutela della sicurezza
Altrettanto significativa è stata l’attività di contrasto alle violazioni della normativa in materia di
salute e sicurezza sul lavoro, in relazione alla quale sono state 395 le violazioni accertate per
violazioni di cui al D.lgs. 81/2008 ed impartite altrettante prescrizioni in materia di sicurezza sui
luoghi di lavoro.
Sospese 157 attività imprenditoriali
A seguito delle violazioni riscontrate sono stati adottati 157 provvedimenti di sospensione
dell’attività imprenditoriale, pari al 20,71% delle aziende controllate.
Nel dettaglio:
- 88 sospensioni per impiego di lavoratori “in nero”;
- 50 sospensioni per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
- 19 sospensioni per entrambe le ipotesi di lavoro “nero” e di gravi violazioni della normativa
prevenzionistica.
L’importo complessivo delle somme dovute per i provvedimenti di sospensione ammonta a
456.100 euro.
Oltre 3,5 milioni di euro tra sanzioni e ammende
L’attività ispettiva ha comportato complessivamente l’irrogazione di 3.489.881,40 euro tra
sanzioni amministrative e ammende: - 773.036,93 euro per sanzioni amministrative;
- 2.716.844,47 euro per ammende.
Sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria 423 soggetti, alcuni dei quali anche per più fattispecie
delittuose, tutti in stato di libertà: - 395 per le suindicate violazioni del D.lgs. 81/2008 in materia di salute e sicurezza sui luoghi
di lavoro; - 4 per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (cd “caporalato” – art. 603-
bis c.p.); - 9 per violazioni della normativa sull’immigrazione, per aver adibito al lavoro cittadini
stranieri irregolari e/o privi di documenti di soggiorno; - 6 per violazioni in materia di lavoro minorile;
- 85 per ulteriori fattispecie illecite, quali, principalmente, la somministrazione fraudolenta di
manodopera e l’installazione non autorizzata sui luoghi di lavoro di telecamere e sistemi di
videosorveglianza in violazione all’art.4 L.300/70 c.d. Statuto dei Lavoratori.
Le criticità più diffuse
Sul fronte della salute e sicurezza sul lavoro, le violazioni maggiormente ricorrenti hanno riguardato
gli obblighi del datore di lavoro ed in particolare l’obbligo di sorveglianza sanitaria dei lavoratori
(art. 18 del D.lgs. 81/2008), la formazione (art. 37 D.lgs. 81/2008) e la valutazione dei rischi (art. 29
D.lgs. 81/2008). Complessivamente, tali fattispecie rappresentano oltre il 62% delle contestazioni
accertate.
I dati confermano come le principali criticità riscontrate nel comparto turistico-alberghiero siano
riconducibili alla carente organizzazione della prevenzione, all’insufficiente formazione e
informazione dei lavoratori e alla mancata o inadeguata valutazione dei rischi presenti negli
ambienti di lavoro. Si tratta di aspetti fondamentali per garantire condizioni di lavoro sicure e
conformi alla normativa vigente e che continuano a rappresentare le aree di maggiore attenzione
nell’attività di vigilanza.
Conclusioni
L’esito della campagna straordinaria conferma la persistenza di fenomeni di lavoro sommerso,
dell’utilizzo irregolare della manodopera e dell’inosservanza della normativa prevenzionistica nel
comparto turistico-alberghiero. I risultati ottenuti testimoniano l’importanza delle attività di
controllo svolte sul territorio e la necessità di proseguire con interventi mirati, soprattutto nei
periodi di maggiore affluenza turistica, per garantire condizioni di lavoro sicure, regolari e
rispettose della dignità dei lavoratori.
L’azione ispettiva e di vigilanza dell’Arma dei Carabinieri e di questo Comparto di Specialità
continuerà a rappresentare uno strumento essenziale per garantire legalità, tutela del lavoro e
concorrenza leale tra le imprese.


