«È comprensibile che l’assessore Nicolò faccia un po’ di confusione poiché si è presentato una sola volta sia nei Comitati o ai tavoli in Prefettura sulle tossicodipendenze, e forse ha perso qualche pezzo rispetto alle questioni concrete poste dal prefetto, a cui ciascun ente doveva dare risposte precise».
Così l’assessora al Welfare Cristina Lodi, in risposta alle dichiarazioni dell’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò, sulla gestione dell’assistenza sanitaria e delle tossicodipendenze nel centro storico.
L’assessora Lodi sottolinea poi la netta distinzione tra gli interventi messi in campo dal Comune di Genova e le competenze di natura sanitaria che spettano all’amministrazione regionale. «Il Comune di Genova ha risposto tempestivamente alle richieste della Prefettura e attiverà, già a partire dal mese di luglio, 20 posti di dormitorio di bassa soglia dedicati alle persone tossicodipendenti, finanziati con risorse proprie del bilancio comunale. La questione riguarda invece le strutture sociosanitarie di decantazione, necessarie per alleggerire la pressione sui pronto soccorso cittadini: Regione Liguria avrebbe dovuto garantire almeno 14 posti, coprendo la relativa quota alberghiera e l’assistenza sanitaria. Ma Regione pretende che sia il Comune a farsi carico dei costi di questi posti – continua Lodi – offrendo in cambio un’assistenza sanitaria vaga e non meglio definita che, per legge, spetterebbe comunque a loro garantire. Il Comune non dispone delle risorse governative che arrivano nelle casse regionali e non intende accettare questo scaricabarile. Noi la nostra parte la stiamo facendo. Adesso Regione faccia la sua e attivi almeno i 14 posti che si era impegnata a finanziare davanti al prefetto, invece di scaricare l’ennesimo costo sulla città, come purtroppo già avviene per le politiche a sostegno di anziani e disabili».
«Inoltre – dice ancora l’assessora Lodi – La legge prevede che gli aspetti sanitari di prevenzione, presa in carico e cura delle persone tossicodipendenti siano di totale competenza regionale, compresi gli interventi di bassa soglia e di riduzione del danno: infatti i finanziamenti arrivano alla Regione e non ai Comuni. Dove sono finiti tutti i milioni che la Regione dice di impegnare su questo fronte? Invito l’assessore Nicolò a fare una camminata a piedi nel centro storico: dal numero di persone in grave difficoltà si accorgerà come il mondo stia cambiando: occorre attivare politiche sanitarie di emergenza, a fronte di scenari completamente nuovi anche rispetto alla tipologia di sostanze. È giunto il momento di assumersi le proprie responsabilità e agire, non di demandare ciò che deve essere fatto subito».


