














La struttura, fatiscente e con alcune parti danneggiate da incendi dolosi, veniva originariamente utilizzata come spazio artigianale ed era proprietà di un indagato nell’inchiesta Fiori di San Vito.
L’intervento non ha voluto essere solo un’operazione di risanamento edilizio, ma un’azione dimostrativa di recupero di spazi sottratti alla criminalità organizzata e di uso razionale delle risorse presenti sul territorio: proprio ieri, il Sindaco di Cantù, Alice Galbiati, ha firmato la richiesta al Signor Prefetto, Andrea Polichetti, per ottenere l’autorizzazione all’intitolazione dell’immobile agli uomini della scorta del Giudice Giovanni Falcone: Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Dicillo.
“ Oggi festeggiamo la conclusione dei lavori di ristrutturazione di un immobile sequestrato alla mafia 27 anni fa e riqualificato per precisa volontà di questa Amministrazione in meno di 2 anni con un impegno economico importante. Per la nostra Città, quello di oggi è il punto più alto di un percorso di legalità, fortemente voluto e iniziato nel 2019. Allora, non esito ad affermarlo, Cantù non era consapevole dei rischi che stava correndo. Arresti e processi ci hanno fatto fare i conti con la realtà, ci hanno dimostrato l’urgenza di affermare con maggior fermezza la presenza delle Istituzioni.
Con il sostegno prezioso dell’on. Nicola Molteni, abbiamo allora iniziato una stretta collaborazione con il Centro Studi Sociali contro le Mafie – Progetto San Francesco ed il suo Presidente Benedetto Madonia per organizzare iniziative di sensibilizzazione della nostra Comunità.




Un caffè contro le mafie, l’istituzione della Consulta comunale Permanente sulla Sicurezza Urbana e la Legalità’, l’adesione di Cantù al Comitato 5 Dicembre sono solo alcune delle azioni frutto di questa rinnovata consapevolezza. Come non ricordare poi le emozioni fortissime provate nell’ottobre del 2021 nella nostra piazza Garibaldi davanti alla Quarto Savona 15. Oltre 15 mila le persone che nei tre giorni di allestimento hanno potuto vedere con i propri occhi cos’è e cosa fa la mafia. Tantissimi i ragazzi delle nostre scuole, nei confronti dei quali abbiamo il preciso dovere di raccontare le stragi di mafia e soprattutto di mettere in guardia dalla mafia di oggi, più brava a insinuarsi nel tessuto sociale e contagiarlo”, il Sindaco, avv. Alice Galbiati
La cerimonia, iniziata alle 12.30 c.a., ha previsto l’intervento delle autorità [nell’ordine: Signor Sindaco, Alice Galbiati, Ass. Regione Lombardia, Alessandro Fermi, Direttore ANBSC, Prefetto Bruno Corda, Signor Sottosegretario di Stato, On. Nicola Molteni, Signor Ministro dell’Interno, On. Matteo Piantedosi].
Si è svolta alla presenza dell’Ass. alla Sicurezza e Protezione Civile di Regione Lombardia, Romano La Russa, Prefetto di Como, Andrea Polichetti, Questore di Como, Leonardo Biagioli, On. Paolo Emilio Russo, On. Eugenio Zoffili, Presidente Provincia Como, Fiorenzo Bongiasca.
Presenti anche numerose autorità militari, oltre ai Sindaci della Provincia di Como e dei paesi aderenti al Comitato 5 Dicembre.
Gli interventi sono stati seguiti dalla consegna delle chiavi dell’immobile a Gianpaolo Folcio, Direttore Azienda Speciale Consortile Galliano, e dalla benedizione curata da Don Fidelmo Xodo.
A seguire: taglio del nastro.
Le autorità, successivamente, hanno potuto visitare l’interno dell’immobile accompagnati dall’Assessore alla Sicurezza e Legalità, Maurizio Cattaneo e dal Direttore Folcio, che ha illustrato le finalità dell’Azienda Galliano, ente strumentale del Comune di Cantù e di altri Comuni dell’Ambito Territoriale per la gestione di servizi alla persona in forma associata: centro diurno disabili, assistenza domiciliare minori, tutela minori e famiglia e servizio inserimenti lavorativi e inclusione sociale. Poco meno di 1000 utenti seguiti.


