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Ponte Morandi, la nota di AVS: solidarietà alle vittime e stop al profitto sulla pelle dei cittadini

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Alleanza Verdi e Sinistra si stringe accanto ai familiari delle vittime del crollo del Ponte Morandi nel giorno della sentenza di primo grado sulla tragedia del 14 agosto 2018.

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“La sentenza di primo grado del processo del ponte Morandi è estremamente significativa perché riconosce le responsabilità individuali di chi, nella catena di comando di Autostrade, ha consapevolmente ignorato i segnali di ammaloramento del Ponte per volontà di profitto e per comodità di gestione. È una sentenza che conferma il ruolo essenziale degli operatori di giustizia nel nostro paese”, commenta Carla Nattero, segretaria ligure di Sinistra Italiana.

“Il riconoscimento delle responsabilità stabilito dalla sentenza è stato raggiunto in particolare grazie all’impegno continuo del Comitato dei parenti delle vittime, che hanno svolto una importantissima funzione civile di valore generale, per Genova e per tutta Italia. Una funzione di denuncia e di ricerca della verità talmente significativa e evidente da farci sperare che non siano più ammissibili nel nostro paese tragedie come quella del Ponte Morandi”, è l’auspicio di Carla Nattero.

“Il ponte Morandi è crollato perché l’universo spietato del profitto non voleva fermarsi. Gli interessi del concessionario hanno deformato la catena di controllo e lo Stato si è adeguato. Il processo ha giustamente punito le responsabilità individuali: ringraziamo la magistratura genovese che ancora una volta si è distinta per l’alta professionalità del lavoro. Questa sentenza è solo l’inizio del processo che dovrà rendere giustizia alle 43 vittime. Tutto il sistema dovrà essere ripensato, perché non è più accettabile che lo Stato dia in concessione le sue proprietà delegando al concessionario i controlli”, dichiarano Simona Simonetti e Simon Moeller, co-portavoce regionali di Europa Verde.

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“È una sentenza che cerca di rimettere un po’ di giustizia in una vicenda che di giustizia ne ha vista troppo poca. La pena maggiore è arrivata per Castellucci che, a pochi mesi dal crollo del Morandi, faceva trattative segrete con Toti e scherzava con Bucci. Questa sentenza ci ricorda l’importanza della manutenzione sulle opere pubbliche, che spesso sono più importanti che costruire nuove infrastrutture. La destra continua a pensare a mega opere inutili come il ponte di Messina, quando bisognerebbe prendersi davvero cura di quello che abbiamo: mai più un Ponte Morandi”, è il monito di Selena Candia, capogruppo regionale di AVS.

“Nessuna sentenza può rimarginare una ferita così grave, così profonda, che sanguina ancora. Il nostro pensiero va alle vittime del Ponte Morandi, ai loro familiari, ai loro cari, ai sopravvissuti, agli sfollati della Val Polcevera, a tutti quelli che hanno avuto la vita devastata da quel drammatico 14 agosto 2018. Quella di oggi non è una vittoria: l’unica vera vittoria arriverà il giorno in cui la corsa al profitto smetterà di avere la meglio sulla vita e sulla salute delle persone”, conclude Jan Casella, consigliere regionale di AVS.

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