L’unica novità di questa edizione è stata vedere Riccione completamente vuota dal mattino del sabato.
Scappati a gambe levate i nostri graditi villeggianti e barricati in casa i residenti, la città ha vissuto sospesa, tutta la giornata, il puntuale arrivo delle orde di avventori difficilmente identificabili come italiani.
Un numero impressionante a detta delle forze dell’ordine, soprattutto in centro, dal porto a viale Ceccarini, che si è trasformato in un palcoscenico di rapine, risse, scippi e atti vandalici per tutta la notte.
Un dispositivo di sicurezza magistrale da parte del Questore ha evitato il peggio, ma non ha arginato fenomeni inaccettabili per quella che continuano a definire una festa.
Che senso ha questa Notte Rosa?
Una città in stato d’assedio, obbligata a difendersi, obbligata a chiudersi in casa, obbligata a mettere in campo elicotteri, pattuglie speciali, forze dell’ordine aggiuntive … per chi è questa festa?
Negozianti che preferiscono restare chiusi, terrorizzati all’idea di ritrovarsi in mezzo a situazioni spiacevoli e pericolose.
Non è colpa del sindaco se la città si trova in condizioni di estremo pericolo e insicurezza, ma è colpa del sindaco continuare a insistere nel dichiarare che la Notte Rosa vada rilanciata, rimodulata, migliorata e tutte queste pericolose affermazioni che fanno capire quanto un sistema politico, oggi compatto, non riesca ad accettare un’idea tanto semplice, quanto perentoria.
La Notte Rosa va fermata definitivamente.
P.S. Non pubblico alcun video o foto di questa notte, perché il bene che nutro per Riccione mi impedisce di mostrarla così violentata, ma mi attendo da parte dell’amministrazione, soprattutto da parte del sindaco, con delega al turismo, una netta presa di posizione.
Diversamente cambieranno anche le regole d’ingaggio.
Stefano Caldari



