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CASLINO D’ERBA: DAVVERO E’ STATA UNA SCELTA UTILE CAMBIARE FORNITORE DEL SERVIZIO RACCOLTA DIFFERENZIATA?

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In questi giorni nel Traingolo Lariano molti si stanno domandando se la scelta posta dalla Comunità Montana di sostituire la ditta Masciadri con altra delocalizzata fuori regione per lo smaltimento dei rifiuti sia stata cosa giusta e positiva. I commenti sui social e le immagini, raccontano che questo inizio della nuova era, non porta a risultati e anzi è peggio. Forse è perchè l’inizio, magari il navigatore non funziona, oppure non tutti la spazzatura va buttata, sono solo alcuni dei commenti che abbiamo letto in Redazione, ma quello che ha colpito di più navigando è il pensiero di Antonella Masciadri, di cui sappiamo se parente o meno, ma questo poco importa. Il pensiero condiviso da molti è la leggere: “Raccolta differenziata: nuovo gestore, vecchi problemi (anzi, nuovi)

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Quando l’organizzazione manca, la differenza si vede

Mercoledì, ore 16:35. Un mercoledì qualunque, secondo il calendario della raccolta differenziata. La carta, come sempre, ordinatamente sistemata fuori dalle abitazioni, dai negozi, dalle attività di tutti i paesi della Comunità Montana.

Ma c’è un “però”. Anzi, c’è un “ma…” grosso come un camion (che non si vede): la carta è ancora lì. Nessuno è passato.

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Il motivo? Il cambio della ditta incaricata della raccolta rifiuti, che proprio oggi – giorno del debutto – avrebbe dovuto iniziare il servizio. E invece, il primo giorno del nuovo corso si apre con un disservizio evidente: la carta resta fuori, e la fiducia della cittadinanza… pure.

A questo punto, è doveroso fermarsi un momento per ringraziare la ditta Masciadri Luigi, che per anni ha garantito un servizio puntuale, attento, scrupoloso. Conoscitore del territorio, sempre presente, anche nei giorni festivi, Masciadri ha dimostrato cosa voglia dire lavorare con responsabilità e senso del dovere.

Il passaggio di consegne era noto da tempo. Il nuovo gestore, quindi, aveva tutto il tempo per organizzarsi, pianificare percorsi, conoscere la zona, garantire una transizione fluida. Ma il risultato di oggi racconta tutt’altra storia.

E viene spontaneo chiedersi:

🔸 La nuova ditta era davvero pronta?

🔸 La Comunità Montana ha vigilato abbastanza sulla fase di transizione?

🔸 Perché cambiare un servizio che funzionava, senza assicurarsi prima che il nuovo fosse all’altezza?

In una zona come la nostra, fatta di piccoli borghi, strade di montagna, necessità diverse dai contesti urbani, conoscere il territorio non è un dettaglio: è un requisito fondamentale.

Ci si augura che questo sia solo un inciampo iniziale. Ma la sensazione è chiara: qualcosa non va. E se i primi segnali sono questi, allora è giusto che la cittadinanza alzi la voce – con rispetto, ma anche con fermezza.

Perché la raccolta differenziata non è solo un dovere civico dei cittadini, è anche un impegno che le istituzioni e i gestori devono onorare.”

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