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Cento anni di Francesco Somaini: a Lomazzo una rassegna multidisciplinare per ricordare il grande artista

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Da domenica 12 luglio e fino a ottobre la rassegna culturale multidisciplinare
“Un’eredità viva a Lomazzo. Francesco Somaini 1926-2005”,

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in occasione del centenario della nascita dello scultore, nato a Lomazzo nel 1926
Il progetto è curato dal Comune di Lomazzo, dalla Fondazione Somaini
con il supporto di alcune associazioni culturali del territorio

Da domenica 12 luglio e fino a ottobre una serie di proposte artistiche e
culturali animeranno Lomazzo, in occasione del centenario della nascita di Francesco Somaini,
scultore di rilievo internazionale, nato a Lomazzo nel 1926.


Il progetto si articola in tre principali sezioni: l’installazione di una scultura di Francesco Somaini
nell’area feste di via Cavour 2, una mostra fotografica di immagini inedite dell’artista al lavoro, la
proiezione di un cortometraggio-documentario.
All’interno di ciascuna sezione è previsto un programma di attività per tutte le età, tra laboratori,
danza, teatro, azioni performative, momenti di confronto e riflessione.
Il ricchissimo programma è curato e realizzato da professionisti del settore culturale e sociale, scelti
tra le realtà locali: le associazioni culturali È studio di Paolo Volontè, Le Nuove Proposte, Dimore
Creative, Luminanda, Papa Giovanni Paolo II, Helianto; la cooperativa Ecofficine. Coinvolte Ilaria
Clerici e Simona Proserpio, danza-terapeute dell’Associazione Professionale Italiana Danza
Movimento Terapia, la coreografa e danzatrice Ilaria Giardina, il danzatore Riccardo Ardusso.

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Spiega Paola Molteni, prima cittadina di Lomazzo: «Questo progetto nasce dalla volontà di rafforzare
il legame tra il nostro Comune e la sua storia, valorizzando un patrimonio culturale che continua a
generare nuove opportunità di conoscenza e partecipazione. Il rapporto tra Lomazzo, la famiglia
Somaini e la Fondazione Somaini rappresenta un elemento identitario importante, che oggi trova
nuova espressione attraverso un percorso dedicato alla cultura contemporanea e alla valorizzazione
degli spazi del territorio.

Un progetto di questa portata è possibile grazie alla collaborazione e all’impegno di una rete ampia di
interlocutori: alla Fondazione Somaini e alle associazioni, artisti, professionisti, enti e realtà culturali
che hanno messo a disposizione competenze, energie e visioni. Tanti partner che hanno dialogato in
modo costante in questi mesi con l’apparato amministrativo comunale: l’ufficio segreteria, lavori
pubblici, polizia locale, con il personale tecnico e operativo del Comune, la Protezione Civile. A tutti
loro va un ringraziamento per aver contribuito a costruire un’iniziativa capace di coinvolgere la
comunità e aprire nuovi spazi di incontro e confronto. Ringraziamo la ditta Banfi Lomazzo, sponsor
tecnico dell’iniziativa, per aver offerto il trasporto dell’opera».


Aggiunge Mariangela Vitale, consigliera delegata alla Politiche culturali per il Comune di Lomazzo:
«La cultura contemporanea è uno strumento fondamentale per creare connessioni, favorire il dialogo
e rendere i luoghi della città spazi vivi e condivisi. Questo progetto nasce con l’obiettivo di avvicinare
pubblici diversi ai linguaggi artistici contemporanei attraverso performance, laboratori, attività
formative e momenti di approfondimento.


L’aspetto più significativo è la dimensione collettiva dell’iniziativa: non si tratta soltanto di proporre
eventi culturali, ma di attivare processi di partecipazione, inclusione e collaborazione. Bambini,
giovani, famiglie e cittadini sono chiamati a essere parte di un percorso che valorizza il territorio e
rafforza le relazioni tra persone, associazioni e istituzioni. La cultura diventa così un luogo di incontro
e uno strumento per costruire comunità».


Luisa Somaini, figlia dell’artista e presidente della Fondazione a lui intitolata ricorda il rapporto del
padre con Lomazzo: «“Qui vivo in campagna fra moltissimi libri e riviste e la mutevole forma delle
foglie, delle piante, della vita animale: un clima che molto giova al mio ricercare e al mio carattere”.
Così scriveva Somaini all’amica francese Simone Frigerio nel 1952, critico d’arte e collezionista. Mio
padre aveva, infatti, scelto già nei primi anni Cinquanta di stabilirsi a Lomazzo, suo paese natale,
abitando nella dimora di famiglia, acquistata dal nonno industriale e uomo politico nel 1907, e di
operare nell’atelier dove lavorerà tutta la vita, progettando sculture monumentali installate in Italia e
all’estero e valendosi di aiuti e maestranze locali. È una scelta, la sua, che ha radici profonde, dettata
probabilmente dal desiderio di ripartire, mettendosi perfettamente in asse con la propria storia
personale: un vero e proprio ritorno alla “terra madre” per potersi concentrare totalmente sul suo
lavoro».

L’installazione dell’opera scultorea “Fortunia vincitrice”

La famiglia Somaini mette a disposizione del progetto la scultura “Fortunia vincitrice”, proveniente dal
proprio archivio e realizzata tra il 1997 e il 2000. Un esemplare in resina nera della grande opera in
bronzo collocata negli uffici Bennet di Montano Lucino.


L’opera affronta il tema universale del conflitto tra il bene e il male, tradotto da Somaini in una
composizione dinamica nella quale forze contrapposte sembrano confrontarsi in un equilibrio instabile.
Le superfici tese e la tensione plastica che caratterizzano la scultura esprimono la ricerca dell’artista
intorno ai grandi temi della condizione umana: il contrasto, la trasformazione e la possibilità di
prevalere sulle forze distruttive. “Fortunia vincitrice” rappresenta così una riflessione sulla vittoria della
dimensione costruttiva e creativa dell’uomo, cifra ricorrente della poetica di Somaini.


La scultura è installata nell’area feste di via Cavour 2, un’area strategica per Lomazzo, compresa tra
l’ex cotonificio Somaini (progettato dall’onorevole Francesco Somaini, industriale tessile e uomo
politico, nonno dello scultore, oggi sede di ComoNExT, di alcune attività commerciali e spazio per
iniziative cittadine), la ferrovia e Villa Somaini.


L’intervento site-specific, curato da Luisa Somaini e visitabile da luglio a fine settembre, è pensato per
creare un dialogo tra opera, ambiente e comunità, stimolando una riflessione sul ruolo dell’arte nei
luoghi della quotidianità e sulla sua capacità di dialogare con il contesto in cui viene inserita.
L’installazione dell’opera trasforma, infatti, lo spazio urbano in un luogo di incontro e di fruizione
collettiva, entrando in risonanza con le sculture di Somaini già presenti a Lomazzo come il
Monumento ai Caduti al cimitero, il fonte battesimale, i mosaici e la “croce a cuore aperto” dell’altare
maggiore della chiesa dei SS. Vito e Modesto.

Il programma della rassegna attorno alla scultura di Somaini


La grande scultura di Somaini si fa elemento scenico capace di ospitare diverse azioni performative e
partecipative, con l’obiettivo di animare lo spazio espositivo e favorire forme di partecipazione attiva.


Inaugurazione domenica 12 luglio: l’area feste ospiterà un pomeriggio e una serata dedicati all’arte,
alla partecipazione e alla valorizzazione dell’opera di Francesco Somaini.


La rassegna si aprirà alle 18 con il laboratorio “Arte e città: lo sguardo dei cittadini”, a cura di
Luminanda e di Ecofficine. Un’attività partecipativa che inviterà il pubblico a immaginare una nuova idea di città a partire dalle opere di Francesco Somaini. Il laboratorio è rivolto a tutte e tutti, con un’attenzione particolare allo sguardo e alla creatività dei bambini. L’utilizzo di materiali semplici e di recupero introduce il tema della sostenibilità, intesa come attenzione a ciò che già esiste e possibilità
di dare nuove forme all’esistente. Una seconda edizione è prevista per settembre. Per prenotazioni:
biblioteca@comune.lomazzo.co.it.

Alle 20.30 momento ufficiale di apertura della rassegna con i saluti istituzionali del sindaco Paola
Molteni e di Luisa Somaini, in rappresentanza della Fondazione Somaini.


La serata proseguirà alle 21 con “Orizzonti Prossimi – Danza di comunità”, una performance di danza
libera e creativa intorno all’opera di Francesco Somaini. Il progetto, promosso dall’Associazione “è”,
coinvolgerà il pubblico in un’esperienza di relazione tra corpo, spazio e scultura, guidata dalle danza-
terapeute Ilaria Clerici e Simona Proserpio, dell’Associazione Professionale Italiana Danza Movimento
Terapia. L’opera scultorea fornirà il setting, la scenografia nonché la fonte di ispirazione per la
creazione della danza collettiva. L’esperienza si aprirà allo sguardo dei presenti, come invito
all’attenzione e alla meraviglia, rafforzando simbolicamente il tessuto sociale.


Venerdì 14 agosto alle 21 tappa importante del progetto è la proiezione cinematografica del
cortometraggio “Il mondo nuovo”, a cura della Fondazione Somaini in collaborazione con la Cineteca
Milano. Nel 2025 la Fondazione Francesco Somaini ha, infatti, depositato nell’archivio di Cineteca
Milano una raccolta di filmati che documentano, nell’arco di diversi anni, il percorso di ricerca e il
lavoro dello scultore. Immagini di forte impatto, capaci di restituire la dimensione sperimentale e
materica dell’opera di Francesco Somaini e di raccontare l’evoluzione artistica di una tra le figure più
significative della scultura italiana del Novecento.


La proiezione del cortometraggio nell’area feste di via Cavour 2 sarà accompagnata da una
conferenza di approfondimento.


Sabato 26 settembre nel pomeriggio sempre nell’area feste, un’azione teatrale partecipativa, a cura di
Dimore Creative. L’associazione culturale invita la compagnia teatrale Kepler 452 a reinventare per
Lomazzo la performance “Lapsus urbano il primo giorno possibile”, creando un dialogo con lo spazio
urbano abitato dalla scultura di Somaini. “Lapsus urbano il primo giorno possibile” ha la forma di una
lettera dal passato per il ‘giorno zero’ del futuro. Il pubblico sarà stimolato a riflettere sulla domanda: è
ancora possibile immaginare la società futura?

Dimore Creative curerà anche un percorso partecipativo per mettere in relazione la scultura con il
villaggio operaio, costruito da Francesco Somaini senior in viale Somaini.


Domenica 27 settembre dalle 21 andrà in scena “Unveiled – Beneath the stone”, una performance
artistica a cura di È studio di Paolo Volontè, in collaborazione con l’associazione Le Nuove Proposte.
L’intervento artistico, in dialogo con l’opera di Somaini, esplora il corpo urbano come presenza
nascosta, compressa sotto la materia e le strutture della città. Il progetto trasforma lo spazio urbano e
scultoreo in un organismo vivo, dove corpo e città si rivelano reciprocamente, in continua
trasformazione.


A seguire alle 21.10 la performance di danza collettiva libera e creativa “Orizzonti prossimi – Danza
d’opera”, un progetto di Associazione “è”. Conducono: Ilaria Clerici e Simona Proserpio.


La rassegna cultura prevederà in autunno l’organizzazione di una mostra di fotografie che ritraggono
Francesco Somaini al lavoro, a cura di Luisa Somaini. Tra le fotografie esposte, alcuni scatti del
lomazzese Sergio Palazzi, che ebbe la possibilità di seguire da vicino il lavoro dello scultore. Il
vernissage sarà accompagnato da un reading teatralizzato a tema, a cura dell’associazione Helianto.
L’associazione Papa Giovanni Paolo II organizzerà un incontro per approfondire i temi della mostra e
favorire il dialogo tra artisti, curatori, esperti e cittadini.


La partecipazione agli eventi della rassegna culturale è libera e gratuita.
Per informazioni: eventicultura@comune.lomazzo.co.it.

Approfondimento: biografia Francesco Somaini


Francesco Somaini (Lomazzo, 1926 – Como, 2005) è stato uno tra i maggiori protagonisti della
scultura italiana del Novecento e una figura riconosciuta nel panorama artistico internazionale. Dopo
la formazione all’Accademia di Brera e gli esordi alla Quadriennale di Roma e alla Biennale di
Venezia, ha sviluppato una ricerca innovativa e un linguaggio capace di unire scultura, architettura e
spazio urbano. Tra i tanti riconoscimenti: il premio come miglior scultore straniero alla Biennale di San
Paolo del Brasile nel 1959 e il primo premio della critica alla Biennale di Parigi nel 1961.


La sua attività si è sviluppata tra Italia, Europa, Stati Uniti, Giappone e America Latina, con opere e
interventi di grande dimensione pensati in rapporto ai luoghi e alla trasformazione dello spazio pubblico.


Convinto del ruolo della scultura come strumento di riqualificazione urbana e di dialogo con
l’architettura, ha collaborato con architetti e progettisti promuovendo l’idea di una “sintesi delle arti”.
La Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma gli ha dedicato la prima retrospettiva postuma nel
2007.

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