Dopo il grande successo di pubblico, la mostra “Appuntamento al cinema – il cinema di carta (e non solo)”, allestita presso La Fabbrica delle Immagini – Voltini Lab del Centro Civico Buranello a Genova Sampierdarena, sarà prorogata da martedì 5 a venerdì 22 maggio.
Dedicata ai cartelloni cinematografici degli anni 1950 – 1970, l’esposizione propone 29 fotografie tratte dal monumentale Archivio Fotografico Francesco Leoni. Le immagini raccontano una Genova in cui strade e ingressi delle sale erano letteralmente invasi da materiali promozionali cartacei come manifesti, locandine e fotobuste utilizzati per pubblicizzare film e cinema. La promozione cinematografica nasce quasi in parallelo con le origini stesse del cinema: fin da subito si avvertì l’esigenza di presentare al grande pubblico i contenuti delle pellicole, esaltandone il fascino e stimolando la curiosità e il desiderio di visione.
Spesso i manifesti erano collocati in posizione non perfettamente verticale ma leggermente inclinata e affiancati da allestimenti decorativi supplementari ma assolutamente pertinenti alla pellicola in programmazione. Alcuni locali arrivarono addirittura a realizzare all’esterno figure sagomate ritagliate dai manifesti per sorprendere ancora di più e invitare gli spettatori ad entrare al cinema. Questo percorso coinvolse in modi diversi tutte le sale cinematografiche di Genova, non solo nei cinema di prima visione, ma anche di seconda e terza.
Curata da Anna Dentoni, Paola Leoni, Augusto Roletti, Daniela Ronzitti in collaborazione con il Coordinamento Liguria di Icom-Italia, la mostra sarà visitabile a ingresso gratuito dal martedì al venerdì dalle 16.30 alle 18.30.
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L’Archivio Fotografico Francesco Leoni, dichiarato di interesse storico-culturale dalla Soprintendenza Archivistica della Liguria, conserva oltre quattro milioni di immagini che coprono un arco temporale dal 1930 agli anni ’90. Grazie al comodato con l’Istituzione Mu.MA, la Fondazione Clerici ne garantisce oggi la conservazione, la catalogazione e la valorizzazione, rendendolo un punto di riferimento per la storia visiva della città e della fotografia italiana.


