La storia di Renzo il tabaccaio, che si racconta sul web, racocnta delle sue giornate in tabaccheria ad osservare le persone che giocano al Gratta e Vinci. Una signore anziana, identificata con il nome di Maria (nome di fantasia), ogni giorno va da lui, spende 10 Euro ogni giorno, poi arriva la sospirata vincita, ma non è sufficiente, perchè leggendo fino in fondo, emerge il perchè di tanta assidiuità a giocare, rischiare, perdere, sognare. Leggete questa storia:
“Faccio il tabaccaio da 15 anni.
La gente pensa che io venda sigarette, marche da bollo e caramelle.
Sbagliato.
Il mio vero business, quello che mi paga l’affitto, è la Speranza.
O meglio, la disperazione confezionata in cartoncini colorati da 5, 10 o 20 euro.
Ogni sera, quando chiudo la serranda, devo pulire il bancone.
C’è sempre uno strato sottile di polverina argentata.
È quella che viene via quando gratti.
Io la chiamo “La cenere dei sogni”.
Il Cliente (La Signora Maria).
Voglio parlarvi della Signora Maria (nome di fantasia, ma storia vera).
Maria ha 78 anni.
È vedova.
Ha un cappotto di lana un po’ liso ma sempre pulito.
Arriva ogni mattina alle 08:30, dopo aver fatto la spesa al discount.
Entra, mi sorride con dolcezza.
Sembra mia nonna.
— «Buongiorno Luca. Dammi il solito.»
Il “solito” è un Turista per Sempre (5 euro) e un Miliardario (5 euro).
Totale: 10 euro.
Maria prende una pensione minima.
Probabilmente 600 o 700 euro.
Facciamo due conti:
10 euro al giorno, per 30 giorni, sono 300 euro.
Maria spende metà della sua pensione sul mio bancone.
Il Rito (Lo Sguardo).
Non li porta a casa.
No.
Li gratta lì.
In quell’angolo del bancone che ormai ha la vernice consumata.
Tira fuori la sua monetina portafortuna (una vecchia 100 lire).
Scritch.
Scritch.
Scritch.
Io la osservo.
Vedo i suoi occhi.
Non sono avidi.
Sono… spaventati.
Cerca i numeri.
Cerca il simbolo.
— «Mannaggia… niente,» sussurra.
Poi alza lo sguardo su di me.
— «Dammene un altro da 5, Luca. Sento che questo è quello buono.»
Io vorrei dirle:
“Maria, no. Vai a comprarti della carne buona.
Vai a comprarti un paio di scarpe nuove.
Non buttarli qui.”
Ma non posso.
Sono un commerciante.
E lo Stato mi chiede di vendere.
Le do il biglietto.
Lei gratta.
Perde.
Esce a testa bassa.
— «A domani, Luca.»
La Vincita (La Trappola).
Il dramma vero non è quando perdono.
È quando vincono.
Un martedì Maria urla.
— «LUCA! Ho vinto! 50 euro!»
Le brillano gli occhi.
Sembra ringiovanita di 20 anni.
Io tiro un sospiro di sollievo.
— «Grande Maria! Tieni, ecco i 50 euro. Ora vai a casa, eh?»
Lei guarda la banconota da 50.
Guarda i biglietti colorati nel dispenser.
Il cervello va in corto circuito.
La dopamina esplode.
— «No… sai che faccio? Dammi quello da 20.
E tre da 10.
Oggi è la giornata fortunata.»
Li reinveste tutti.
Subito.
In 10 minuti, ha grattato via la vincita.
E ci ha messo sopra altri 10 euro suoi.
Torna a casa con zero.
È un meccanismo perverso:
se perdi, tenti di rifarti.
Se vinci, tenti di vincere di più.
Il banco vince sempre.
La Giustificazione (Il Nipote).
Una volta ho provato a parlarle.
— «Maria, ma perché giochi così tanto?»
Lei mi ha risposto con una frase che mi ha spezzato il cuore:
— «Mio nipote si sposa l’anno prossimo. È precario.
Non hanno i soldi per la casa.
Se vinco quei 500mila euro… gli sistemo la vita.
Io sono vecchia, a me non servono.
Lo faccio per lui.»
Non è vizio.
È amore disperato.
È il tentativo di un’anziana, che si sente inutile e povera,
di fare un ultimo gesto eroico per la famiglia.
E lo Stato lucra su questo amore disperato.
Stasera ho pulito di nuovo il bancone.
Ho raccolto la polverina argentata con la spugna e l’ho buttata nel cestino.
Domani mattina Maria tornerà.
E io le sorriderò, prenderò i suoi 10 euro sudatissimi,
e le venderò un pezzo di cartone colorato
che vale meno della carta su cui è stampato.
Mi sento sporco.
Perché fuori c’è scritto
“Il gioco nuoce alla salute”,
ma dentro è tutto studiato per non farti smettere mai.
La Domanda al Pubblico:
Questa è una piaga sociale che distrugge famiglie intere nel silenzio.
L’Osservazione:
Avete mai notato, mentre siete in fila per le sigarette,
quante persone (spesso anziane o povere)
bruciano 20 o 50 euro in pochi minuti davanti ai vostri occhi?
La Matematica:
Avete mai provato a spiegare a un “giocatore”
che statisticamente è quasi impossibile vincere, o è inutile?
Il Giudizio:
È colpa loro che “non si controllano”
o è colpa di uno Stato che piazza la tentazione ovunque per fare cassa?
Riflettete la prossima volta che sentite quel suono:
Scritch, Scritch.
È il suono dei soldi che bruciano.”




