Il Comitato “Pace e non più Guerra”, formato da un insieme di cittadini italiani che
appartengono ad associazioni pacifiste laiche, presenti su tutto il territorio nazionale, ha
presentato stamani alla Presidente on. Giorgia Meloni e ai componenti dei gruppi parlamentari
di Camera e Senato, un Appello con Richieste Urgenti nel quale:
A. in considerazione dei recenti segnali di una partecipazione sempre più attiva e di un
progressivo coinvolgimento dell’Italia nel conflitto bellico tra Russia e Ucraina,
B. In considerazione dell’escalation attuale portata avanti da vari governi e che potrebbe
sfociare in un conflitto globale, forse anche nucleare, eventualità che spaventa tutti i
cittadini europei e del mondo che non vogliono la guerra,
C. Considerando le migliaia di manifestazioni e gli innumerevoli appelli provenienti da
tutto il mondo, in particolare da Papa Francesco e da illustri personaggi della politica,
della diplomazia, dello stesso mondo strategico e militare, e da migliaia di cittadini
(oltre 700.000) che hanno firmato tante petizioni contro la guerra, contro l’invio di armi
e a favore della ripresa delle trattative di pace,
D. Visto poi il Convegno tenutosi oggi pomeriggio a Roma, “Russia-Ucraina, Un Tavolo
per la Pace” organizzato dall’Avvocatura in Missione e dal Comitato “Fermare la
Guerra” fondato da G. Alemanno e condotto da P. Liguori, dove è stata espressa, da tutti
gli oratori convenuti appartenenti a diversi gruppi parlamentari (Sen. Romeo della Lega,
Sen. Gasparri di FI, Sen. Patuanelli di 5S, On. del Rio del PD), la ferma volontà di
chiedere al governo di attivarsi, già fin dal Consiglio Europeo del prossimo 23 e 24
marzo, per convincere l’Europa a richiedere un immediato cessate il fuoco e a
riprendere la strada diplomatica, e di recuperare quel ruolo storico di mediatore che
l’Italia ha da sempre avuto, ospitando, insieme ai paesi del centro Europa e
coinvolgendo anche gli USA, una conferenza per una soluzione diplomatica.
Chiede al Governo, nel rispetto della Costituzione (l’Italia non solo “ripudia la guerra
come strumento di offesa” ma anche “come mezzo di risoluzione delle controversie
internazionali ), di arrestare ogni ulteriore invio di armi e ogni ulteriore forma di
partecipazione al conflitto.
Chiede al Governo di avere un ruolo fondamentale nel promuovere e favorire
iniziative diplomatiche sia da parte dell’Europa che dell’ONU, volte ad un cessate-il-
fuoco bilaterale immediato e all’apertura di un DIALOGO tra tutte le parti coinvolte,
finalizzato a delle condivise e costruttive trattative di Pace, che potrebbe iniziare
proprio dalle proposte per la pace presentate in questi giorni dalla Cina.
In conclusione, visto che le stesse richieste sono fatte al Governo non solo da cittadini e
dal popolo pacifista ma sono proposte anche da alcuni parlamentari, appartenenti anche
alla stessa maggioranza, esse acquistano maggiore forza e speranza di essere ascoltate,
nella certezza che sono meglio delle lunghe trattative piuttosto che una lunga guerra con
centinaia di migliaia di morti e di sofferenza.

