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“TARI alle stelle, periferie dimenticate: dove finiscono i soldi dei cittadini?”

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  • Categoria dell'articolo:Como / Ultime Notizie
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A pochi giorni dall’anniversario della frana che ha isolato Civiglio –
un evento grave, mai realmente affrontato con urgenza –
l’amministrazione Rapinese sceglie di colpire i cittadini, aumentando in
modo significativo la TARI. Un incremento di oltre 1.400.000 euro
rispetto al 2024. E a fronte di cosa? Quale servizio è migliorato, se le
periferie restano abbandonate e il centro città mostra ogni giorno i limiti
di un sistema che, evidentemente, non funziona?

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Secondo la normativa, la tariffa rifiuti deve coprire integralmente i
costi del servizio, sia fissi che variabili. Eppure, oggi il Comune di Como
dispone di un avanzo di amministrazione che continua a crescere e ha
superato i 115 milioni di euro. Nonostante questa ampia disponibilità
economica, non si è ritenuto opportuno garantire la gratuità della TARI
alle famiglie più fragili. Una misura possibile, doverosa, eppure
completamente ignorata.

L’aumento della tassa sarebbe, secondo la giunta, giustificato da
un’implementazione del servizio. Ma nessuna comunicazione trasparente è
stata fornita ai cittadini: cosa cambia, dove, come? E soprattutto: le
periferie ne beneficeranno o si limiteranno, ancora una volta, solo a
pagare?

E se l’aumento fosse legato – anche – alla crescente pressione
turistica sulla città, perché a pagare devono essere i residenti e non si è
pensato di utilizzare i ricavi della tassa di soggiorno? Una domanda
semplice, a cui ci aspettiamo una risposta altrettanto chiara.

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Davide Gervasoni
Segretario cittadino Forza Italia

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