“La Regione è presente alla cerimonia dell’81mo anniversario della Liberazione nella Risiera di San Sabba perché questo è un giorno importante per tutti gli italiani; sbaglia chi pensa sia una celebrazione di parte, poiché è la festa di tutti coloro che hanno creduto in una Repubblica democratica e libera”.
Lo ha affermato l’assessore regionale al Patrimonio Sebastiano Callari, presente su delega del governatore Massimiliano Fedriga alla cerimonia solenne per l’81° anniversario della Liberazione svoltasi presso il Monumento nazionale della Risiera di San Sabba a Trieste.
Callari, a margine della cerimonia, ha sottolineato come “l’Amministrazione regionale si riconosca pienamente nei valori
di chi ha combattuto per la libertà, per una Repubblica democratica, libera da ogni vincolo e dittatura”. In un contesto internazionale segnato dai conflitti, l’esponente della Giunta ha richiamato l’importanza dell’articolo della
Costituzione che ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie, definendolo un pilastro fondamentale per la vita del Paese. “Proprio in questa giornata e da questo luogo con così grande forza simbolica occorre ricordare che gli italiani hanno scritto nella Costituzione che sono contrari ad ogni forma di guerra: è un articolo della Costituzione fondamentale per la vita del nostro Paese”.
La cerimonia, che si è svolta di fronte a circa 1500 persone
nell’unico lager nazista con forno crematorio in territorio
italiano, è iniziata con la deposizione di una corona d’alloro da
parte dello stesso assessore Callari, del sindaco di Trieste
Roberto Dipiazza, del prefetto Giuseppe Petronzi e del comandante
del Comando militare Esercito Fvg, colonnello Claudio Romano.
A seguire sono state deposte corone e omaggi floreali da parte
dei sindaci dei Comuni della provincia di Trieste, del Comune di
Sesana (Slovenia) e dei rappresentanti dei gruppi e delle
associazioni. Una volta congedato il picchetto del secondo
Reggimento Piemonte Cavalleria, sono intervenuti i rappresentanti
istituzionali, alla presenza di autorità militari, civili e
religiose e dei labari di vari gruppi ed enti. I riti religiosi
sono stati officiati per la comunità cattolica dal vescovo di
Trieste Enrico Trevisi, per la comunità greco ortodossa
dall’archimandrita Grigorios Miliaris, per la comunità
serbo-ortodossa da padre Rasko Radovic e per per chiese
evangeliche dal pastore della comunità evangelica luterana di
confessione augustana, Andrei Popescu. Assenti i rappresentanti
della comunità ebraica nel rispetto dello Shabbat, è stato letto
un messaggio del rabbino capo di Trieste, Alexander Meloni, e del
presidente della comunità ebraica di Trieste Alessandro
Salonichio.
Tante e partecipate le manifestazioni svoltesi in Friuli Venezia
Giulia per onorare la Liberazione. A Pordenone, l’assessore
regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante ha preso parte
alla cerimonia in piazzale Ellero.


