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L'assessore regionale Fabio Scoccimarro al leggio nella chiesa della Beata Vergine del Soccorso a Trieste

TRIESTE: CERIMONIA IN RICORDO DI NAZARIO SAURO

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“Una cerimonia doverosa, ma anche sentita da parte della cittadinanza che rende omaggio ogni anno in questa

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data al martire e patriota capodistriano Nazario Sauro. Penso che, oltre alla commemorazione annuale, sia anche necessario far conoscere alle persone il suo luogo di nascita. La sua casa, seppur restaurata, rappresenta un punto di riferimento dell’italianità che andrebbe riscoperta, non nei suoi valori divisivi, bensì sfruttando i buoni rapporti di vicinato tra le due Repubbliche confinanti”.

Lo ha affermato oggi a Trieste l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente Fabio Scoccimarro intervenuto nel corso della cerimonia commemorativa di Nazario Sauro, il comandante marittimo e irredentista italiano giustiziato dagli austriaci a Pola il 10 agosto 1916.

Originario di Capodistria, appartenente all’epoca all’impero austro-ungarico, fu protagonista di numerose missioni durante la Grande Guerra nella Regia Marina italiana, per la quale si era arruolato nel 1915. Dopo la sua uccisione fu insignito della Medaglia d’oro al Valor militare alla memoria.

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Scoccimarro ha preso parte alla messa officiata nella chiesa della Beata Vergine del Soccorso di Sant’Antonio Vecchio e, successivamente, alla deposizione della corona d’alloro accanto al busto bronzeo collocato dinnanzi alla stazione marittima in

piazzale Marinai d’Italia.

“Il monumento eretto a Capodistria in onore di Nazario Sauro nel

1935, ad opera dello scultore Attilio Selva e dell’architetto

Enrico Del Debbio, fu smantellato dal comando militare tedesco

nel 1944, ufficialmente per costruirvi una postazione antiaerea,

e la componente bronzea fu fusa dagli occupati jugoslavi a guerra

finita – ha ricordato l’assessore – . A distanza di anni da

questi accadimenti, si potrebbe avviare un dialogo con

l’Amministrazione capodistriana per il recupero di uno spazio

dedicato a Sauro, da portare avanti senza pretese

nazionalistiche, ma con l’intento di affermare una pagina di

storia che non si può cancellare”.

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