“La manutenzione ordinaria è il vero pilastro della pianificazione del
reticolo idrografico, necessaria per prevenire futuri disastri idraulici”. Un assunto che è tema
centrale di un’interrogazione presentata alla Giunta dal consigliere Marco Mastacchi, di Rete
Civica, riguardo in particolare alla situazione del fiume Senio. Attraverso questo atto, Mastacchi
chiede alla Giunta regionale di fare chiarezza sulle responsabilità gestionali e sugli interventi
programmati per proteggere le comunità locali, sollecitando azioni concrete per garantire
la sicurezza idrogeologica dell’intera area interessata. Per chi vive lungo le sponde del Senio, la
pioggia non è più solo un fenomeno atmosferico, ma un segnale d’allerta che riattiva un trauma
collettivo mai del tutto superato, quello delle alluvioni del maggio 2023 e del 2024. La sicurezza
idraulica non si esaurisce nella tenuta meccanica degli argini. Il vero cuore del problema risiede
nella manutenzione dell’alveo e delle fasce ripariali. La crescita incontrollata di arbusti, alberature
e l’accumulo di materiale legnoso agiscono come un vero e proprio “tappo” idraulico, riducendo
drasticamente la sezione utile al deflusso. Analizzando la dinamica delle piene, ciò che appare
come un bosco ripariale rigoglioso diventa un ostacolo che impedisce all’acqua di scorrere,
aumentando la pressione sulle difese spondali e moltiplicando il rischio di esondazione. È il caso
del Senio lungo il corso del quale i cittadini segnalano un restringimento preoccupante delle
sezioni utili: alberi e arbusti crescono dove l’acqua dovrebbe correre fluida, creando tappi idraulici
pronti a esplodere alla prima piena. I materiali critici includono: vegetazione spontanea
infestante che soffoca il libero scorrimento; arbusti e alberature nate spontaneamente all’interno
dell’alveo; materiale legnoso accumulato che, trascinato dalla corrente, può distruggere
infrastrutture e ponti; sedimenti incontrollati che alzano il fondo del fiume, riducendone la
capacità volumetrica. Il punto sollevato da Mastacchi è chiaro: la riduzione della sezione di
deflusso trasforma il fiume in una bomba a orologeria. Le segnalazioni che arrivano dai cittadini
non sono lamentele da bar, ma dati raccolti da chi il fiume lo osserva ogni giorno. Il monitoraggio
ambientale è diventato un vero e proprio atto di cittadinanza attiva. La preoccupazione diffusa
nelle comunità locali è un segnale d’allarme basato sulle “esperienze maturate negli ultimi anni”.
Le segnalazioni provenienti dalle comunità locali e dalle associazioni fungono da sensori diffusi sul
reticolo idrografico, fornendo dati in tempo reale su criticità localizzate che i rilievi periodici
potrebbero non intercettare con la necessaria tempestività. Questa base informativa è il
presupposto essenziale per la successiva validazione tecnica. Trattare queste osservazioni come
“monitoraggio civico” significa riconoscere alla popolazione il diritto di esigere trasparenza sulla
gestione del rischio. Ma uno dei problemi cronici della nostra amministrazione è la distinzione
fumosa tra manutenzione ordinaria (la pulizia costante) e manutenzione straordinaria (i grandi
interventi strutturali). Quando le competenze tra Regione, Comuni e Autorità di Bacino si
sovrappongono, l’efficacia della prevenzione viene compromessa. I “ritardi o sovrapposizioni”
denunciati da Mastacchi sono il sintomo di una gestione spesso frammentata. Per una comunità
locale, non sapere chi sia il referente ultimo per la pulizia di un tratto di fiume non è solo
frustrante: è una percezione di abbandono istituzionale che aumenta la vulnerabilità percepita del
territorio.
Mastacchi chiede alla Giunta regionale risposte concrete: quali interventi sono stati programmati e
quali sono già stati eseguiti? La comunità del Senio non può più accontentarsi di promesse o di
interventi post-emergenziali. È necessario un cambio di paradigma: passare dalla cultura del
“soccorso” alla cultura della “cura costante”.

