La vicenda dell’evento “Fratelli tutti” ha scatenato un putiferio a Cantù. Nicola Molteni sottosegretario canturino Doc, non ci pensa due volte e non le manda a dire, nel suo profilo social pone una questione e definisce “inquietante” l’accaduto della preghiera davanti al sagrato della chiesa di San Paolo. Nel post che vi proponiamo qui di seguito, dice anche che senza mancanza di dialogo e regole non si troverà mai un punto d’incontro
“Fatto inquietante, senza regole e Intese costituzionali, dialogo impossibile”.
L’immagine della preghiera islamica, riservata ai soli uomini, sul sagrato della Chiesa di San Paolo a Cantù, in occasione di una manifestazione organizzata dalla comunità pastorale locale, non ci può lasciare indifferenti, anzi mi preoccupa e inquieta profondamente.
Il legittimo dialogo interreligioso non significa rinunciare ai simboli di una comunità improntata ai principi cattolici e cristiani.
Occupare il sagrato di una chiesa, simbolo della nostra comunità, per concludere la preghiera del digiuno in tempo di Ramandan, non è un segnale di tolleranza ma di un relativismo e di un pensiero debole, dominato da una perdita di identità rispetto ai valori occidentali.
Penso anche a quanto annunciato una settimana fa, in occasione della Santa Pasqua: la chiusura dell’oratorio di San Teodoro, un luogo al cui interno, intere generazioni si sono formate ed educate, me compreso.
Si chiude un oratorio e si consente alla comunità islamica locale di pregare sul sagrato della Basilica di San Paolo.
Da anni mi batto, io e tanti canturini, per bloccare la realizzazione di una moschea illegale a Cantù. La giustizia ci sta dando ragione e continueremo in questo percorso di rispetto delle leggi e del diritto italiano.
Dialogo significa confronto ma anche rispetto delle regole.
Quei precetti che la comunità islamica locale ha sistematicamente violato occupando illegalmente un capannone commerciale trasformandolo in una moschea clandestina.
Fino a quando le comunità islamiche non sottoscriveranno le Intese previste dalla nostra Carta Costituzionale, accettando diritti e doveri, principi regole, valori, precetti civili e democratici del nostro sistema Paese, tra i quali la parità uomo – donna, non potrà esserci vera integrazione e il dialogo rimarrà impossibile.


