La proposta di modifica del Regolamento per la disciplina dei dehors approvato nel 2024 introduce nuove opportunità e semplificazioni per bar e ristoranti, aumentando le metrature e introducendo la possibilità di fare istanza anche sul lungomare: domani il voto in Consiglio Comunale per favorire lo sviluppo economico del territorio
Il Comune di Riccione si appresta ad approvare le modifiche al regolamento per la disciplina dei dehors, una proposta che apporta miglioramenti nelle modalità di occupazione dello spazio pubblico e privato per le attività di somministrazione di alimenti e bevande, le attività artigianali e le strutture agrituristiche. Il provvedimento, nato da un confronto con le associazioni di categoria per rispondere alle reali esigenze del comparto economico locale, sarà presentato domani, 18 giugno 2026, all’esame e alla votazione del Consiglio Comunale. L’obiettivo centrale dell’amministrazione è sostenere il dinamismo delle imprese e semplificare l’azione amministrativa, garantendo al tempo stesso la tutela degli assi commerciali, dei pubblici esercizi, il decoro e la piena accessibilità delle vie cittadine.

L’ampliamento delle superfici e le novità sul lungomare
La nuova disciplina introduce importanti novità sul fronte delle metrature concesse e delle aree di applicazione. Tra le modifiche di maggior rilievo spicca la possibilità di presentare istanza per l’installazione di dehors anche sul lungomare della città. Per quanto riguarda le superfici, i dehors di tipo A, ovvero quelli costituiti da sedie e tavolini per i pubblici esercizi, vedono aumentare lo spazio massimo consentito da 50 a 60 metri quadrati. Un incremento ancora più significativo riguarda i dehors di tipo B, intesi come strutture leggere che si possono chiudere per sei mesi all’anno. Quando queste strutture sono collocate dai pubblici esercizi in area privata, la superficie massima viene ampliata da 30 a 60 metri quadrati, a condizione che non si trovino sugli assi commerciali principali e che vi sia l’assenso del vicino se limitrofi a un altro negozio. Rimangono invece invariate le superfici previste per i dehors delle attività artigianali e per i dehors di tipo B posizionati su suolo pubblico.
La semplificazione della burocrazia e l’iter delle sanzioni
Oltre all’estensione degli spazi, il testo introduce una netta semplificazione delle procedure a carico degli operatori commerciali. Per la posa delle fioriere non vengono più richieste fideiussioni bancarie o assicurative, alleggerendo così gli adempimenti burocratici ed economici per le imprese. Viene inoltre normato l’aspetto della sicurezza strutturale, stabilendo che la pratica sismica è necessaria per le strutture di tipo B nel caso in cui la loro durata sia superiore a due anni. Nell’ottica di una maggiore trasparenza e chiarezza nei rapporti tra amministrazione e cittadinanza, il regolamento ridefinisce l’iter delle sanzioni applicate da parte della Polizia locale, ottimizzando le procedure di controllo sul territorio.
La divisione in zone e i criteri generali
Questi aggiornamenti si inseriscono nella struttura generale del provvedimento, che prevede la ripartizione del territorio comunale in quattro zone specifiche per garantire un inserimento armonioso nei diversi contesti urbanistici. La zona 1 comprende i tessuti urbani storici e identitari ad alta valenza commerciale, la zona 2 include la città consolidata, prevalentemente turistica e commerciale, la zona 3 è riferita alle aree produttive e commerciali miste, mentre la zona 4 raccoglie i tessuti urbani sparsi e le aree rurali. Questa suddivisione permette di stabilire vincoli su forme e materiali per le aree centrali rispetto alle zone periferiche. La Giunta comunale avrà la facoltà di approvare progetti d’area coordinati per viali e piazze di interesse turistico, imponendo un’estetica uniforme tra le attività adiacenti. Resta fermo l’obbligo del criterio di amovibilità, che impone che tutte le strutture siano facilmente smontabili, e il limite massimo di permanenza pari a 180 giorni all’anno complessivi per i dehors più strutturati con chiusure laterali o coperture temporanee. Dal perimetro restano escluse le attività ubicate sull’arenile e nella zona del porto, mentre le attività esistenti dovranno adeguarsi entro i termini fissati dal regime transitorio.
In vista della seduta consiliare, la sindaca Daniela Angelini e l’assessore all’Urbanistica e Rigenerazione urbana Christian Andruccioli hanno espresso forte soddisfazione, sottolineando come “questo provvedimento doti Riccione di uno strumento moderno e trasparente, capace di coniugare le esigenze del comparto commerciale con il diritto dei cittadini a usufruire di uno spazio pubblico ordinato ed efficiente”. Gli amministratori hanno ricordato che “i dehors rappresentano una componente fondamentale dell’offerta turistica, motivo per cui promuovere la rigenerazione urbana significa anche elevare la qualità estetica e offrire risposte concrete alle imprese del territorio”, definendo il voto di domani in Consiglio Comunale come un passo avanti decisivo per la crescita della città.


